Nel finale di Udinese-Chievo c'è stato un parapiglia e, almeno secondo l'ANSA, il motivo è sconosciuto. In realtà la scintilla che ha scatenato prima il nervosismo e poi la rissa l'hanno vista tutti allo stadio. Dopo il gol infatti i bianconeri hanno iniziato la classica perdita di tempo, pratica ovviamente poco carina, ma usata da qualsiasi squadra in procinto di ottenere un risultato importante. Nel finale Sorrentino perde la testa, cosa abbastanza strana visto che il portiere è stato quasi sempre un modello da seguire, corretto e, soprattutto, parliamo del più esperto in campo. Sta di fatto che l'ex Palermo a un certo punto ha messo le mani addosso a un raccattapalle per poter giocare la palla subito. Un gestaccio sfuggito a tutti meno che al pubblico, con la curva che ha subito iniziato a ricoprirlo di cori offensivi. Un'azione da condannare e che andrebbe sicuramente punita via prova televisiva, visto che l'arbitro ha deciso di non intervenire. Va bene che la pratica di ridare il pallone pigramente è fastidiosa, ma addirittura usare le mani per "accelerare i tempi" non può essere considerato accettabile.

Un gesto che ha aumentato il già palpabile nervosismo, portando anche a un confronto a muso duro tra qualche elemento della panchina friulana e alcuni elementi scaligeri. La cosa è poi sfociata nella rissa finale. Dulcis in fundo Valeri ha deciso che era più giusto scappare subito negli spogliatoi, considerando la partita chiusa mentre alle sue spalle volavano parole grosse e spintoni, con Sorrentino ancora una volta tra i protagonisti principali. Una caduta di stile da parte di un professionista sempre con la testa a posto e un direttore di gara che è incomprensibilmente sparito anzichè usare il suo potere per risolvere la situazione, Udinese-Chievo è stata anche questo, l'ennesima dimostrazione che i giornalisti saranno anche cattivi, ma che talvolta i direttori di gara mettono in mostra tutta la propria inadeguatezza, acuendo problemi invece di cercare di risolverli.

Sezione: Notizie / Data: Lun 18 febbraio 2019 alle 08:00
Autore: Davide Marchiol
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