Qualcosa è cambiato quando è entrato lui. A Como, Miller ha dato segnali incoraggianti, portando ordine, personalità e una gestione del pallone più lucida rispetto a quanto visto nel primo tempo. Un ingresso che non è passato inosservato, soprattutto al diretto interessato.

Il centrocampista scozzese, attraverso il suo entourage, avrebbe infatti chiesto maggiore spazio. Il motivo è chiaro: Miller non vuole perdere la possibilità di giocarsi le sue carte in vista del Mondiale americano, obiettivo dichiarato con la Scozia. Per essere preso in considerazione, però, serve continuità. E oggi la continuità non c’è.

I numeri parlano chiaro: 6 presenze complessive e appena 122 minuti in campo. Troppo poco per far emergere il suo talento, per mostrare le sue qualità e, soprattutto, per convincere il ct scozzese. Da qui la volontà del giocatore di capire quale potrà essere il suo ruolo nella seconda parte di stagione all’Udinese: più spazio e responsabilità, oppure la necessità di guardarsi intorno.

L’ipotesi di un prestito non è esclusa. Miller ha un contratto lungo, in scadenza nel 2030, e l’Udinese non ha alcuna urgenza. Ma il ragazzo ha bisogno di giocare, magari anche tornando in patria, per non vedere sfumare il sogno Mondiale.

Una situazione da monitorare con attenzione: perché il talento c’è, come si è visto anche a Como. Ora resta da capire se Udine potrà essere davvero il posto giusto per valorizzarlo, o solo una tappa intermedia del suo percorso.

Sezione: Calciomercato / Data: Lun 05 gennaio 2026 alle 16:24
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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