Due punti persi o uno guadagnato? La risposta, probabilmente, sta nel mezzo. L’Udinese torna da Bergamo con un pareggio per 2-2 contro l’Atalanta al termine di una partita ricca di emozioni e colpi di scena. I bianconeri erano riusciti nell’impresa di portarsi avanti di due gol al Gewiss Stadium grazie alle reti di Kristensen e Davis, prima di subire la rimonta firmata da una doppietta di Scamacca. Un risultato che lascia un pizzico di rammarico, ma che resta comunque importante per il valore dell’avversario e del campo.
Per oltre un’ora l’Udinese gioca una partita quasi perfetta. Runjaic prepara bene la gara e la sua squadra interpreta il match con grande intensità e personalità. L’Atalanta prova a fare la partita, ma trova davanti un’ Udinese compatta, aggressiva e pronta a ripartire.
La prima svolta arriva al 39’. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Zaniolo, Kristensen sbuca alle spalle di Kossounou e di testa porta avanti i friulani. Un gol che premia la solidità difensiva e la cinica organizzazione sui calci piazzati della squadra di Runjaic.
A inizio ripresa ci si aspetta la reazione dell’Atalanta, ma è ancora l’Udinese a colpire. Al 55’ Keinan Davis firma lo 0-2 con una giocata da attaccante vero, sfruttando una situazione confusa in area dopo due tentativi respinti da Kolasinac. È il momento in cui la partita sembra prendere definitivamente la strada dei bianconeri.
E invece l’Atalanta reagisce. Palladino cambia la partita con gli ingressi dalla panchina e soprattutto con la scelta di affiancare un secondo centravanti a Scamacca. Proprio il numero 9 diventa il protagonista assoluto del finale: prima accorcia le distanze al 75’, poi quattro minuti dopo firma il 2-2 che riaccende il Gewiss Stadium e regala alla Dea un punto che fino a pochi minuti prima sembrava quasi insperato.
Il pareggio lascia inevitabilmente qualche rimpianto all’Udinese. Perché nel finale i bianconeri hanno avuto ancora le occasioni per vincerla: prima Buksa e poi Ekkelenkamp si trovano con il pallone del possibile colpo del ko, ma non riescono a concretizzare.
Alla fine il 2-2 può essere considerato anche giusto per quello che si è visto in campo. L’Atalanta ha prodotto più gioco e possesso, ma l’Udinese è stata molto più cinica e organizzata. In uno stadio difficile come il Gewiss Stadium, portare via un punto resta comunque un risultato di valore.
Ciò che conta di più, forse, è la prestazione. Dopo la convincente vittoria contro la Fiorentina, i bianconeri confermano un atteggiamento positivo, fatto di intensità, coraggio e solidità.
Il grande protagonista continua a essere Keinan Davis. Con l’inglese in campo l’Udinese cambia completamente volto. Tiene palla, fa salire la squadra, crea spazi e soprattutto incide. Non è un caso che con il suo rientro i bianconeri siano tornati a giocare meglio e a fare punti. Il suo momento di forma è impressionante.
Molto bene anche Zaniolo, autore dell’assist per il gol di Kristensen e di una prestazione di grande sacrificio (c'è il suo zampino anche nell'azione del raddoppio). Buona anche la prova di Ekkelenkamp, sempre dentro il gioco e pericoloso negli inserimenti.
Runjaic prepara bene la partita e la sua Udinese per lunghi tratti mette in seria difficoltà una delle squadre più intense del campionato. Qualche dubbio, forse, può restare sulla gestione dei cambi e del finale, quando la squadra si è abbassata troppo lasciando campo alla rimonta atalantina. Ma al di là del risultato, il segnale resta positivo. Se l’Udinese riuscirà a mantenere questo livello di prestazioni e questo atteggiamento, il finale di stagione potrà regalare altre soddisfazioni.
A Bergamo, nonostante il rammarico per la vittoria sfumata, l’Udinese esce comunque promossa. E non è poco.
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