Una vittoria che va oltre i tre punti. L’Udinese travolge il Milan a San Siro con un netto 0-3 e manda un segnale forte a tutto il campionato: questa squadra può stare eccome nella parte sinistra della classifica.
Dopo lo scalpo dell’Inter a inizio stagione, arriva anche quello del Milan. Due su due al San Siro: non è più un caso, ma una conferma, questa è un'Udinese ammazza grandi. I bianconeri di Kosta Runjaic giocano questo pomeriggio da squadra vera.
Il Milan parte con il possesso e prova a prendere in mano il gioco, con Allegri che cambia assetto scegliendo un 4-3-3 leggero con Leao falso nove, supportato da Pulisic e Saelemaekers. Ma la manovra rossonera è sterile, prevedibile, e si infrange contro l’organizzazione difensiva bianconera. L’Udinese aspetta, chiude gli spazi e poi riparte. Già al 3’ Zaniolo manda un segnale con una progressione solitaria conclusa da fuori. È solo l’inizio di una serata da protagonista assoluto.
Al 27’ arriva il gol che cambia la partita: Zaniolo si mette in proprio, spacca il campo e serve Atta sulla destra. Il cross è teso e velenoso, Bartesaghi devia nella propria porta e batte Maignan. È l’1-0 che fa crollare le certezze del Milan.
Dominio bianconero: Ekkelenkamp raddoppia, Milan nel caos. Il Diavolo prova a reagire, ma non ha idee né ritmo. L’unico a provarci è Pulisic, mentre Leao fatica tremendamente nel ruolo centrale. L’Udinese invece è letale. Al 35’ Davis sfiora il raddoppio, fermato prima da Maignan e poi dalla traversa. È il preludio al 2-0, che arriva due minuti più tardi: ancora Zaniolo pennella dalla destra, Ekkelenkamp anticipa tutti e di testa punisce i rossoneri Nel recupero del primo tempo i friulani sfiorano anche il tris con Kristensen, ma Maignan evita il tracollo immediato. Si va al riposo tra i fischi assordanti di San Siro.
Ripresa: gestione, maturità e colpo del ko. Allegri prova a correre ai ripari inserendo peso offensivo, ma il copione non cambia. L’Udinese abbassa il baricentro, resta compatta e difende con ordine, senza mai perdere le distanze. Il Milan tiene più palla, ma è sterile. Non crea vere occasioni, non trova spazi, non ha soluzioni. E allora arriva il terzo gol, quello che chiude definitivamente la partita. È ancora una volta l’Udinese a colpire in transizione: recupero alto di Ekkelenkamp, palla ad Atta che si inserisce e batte Maignan per lo 0-3. Secondo gol stagionale a San Siro per lui, dopo quello segnato all’Inter. Da lì in poi è solo gestione. Il Milan esce mentalmente dalla partita, Leao viene sostituito tra i fischi e gli spalti iniziano a svuotarsi con largo anticipo.
I numeri e il significato della vittoria. Il dato più evidente è il risultato, ma dietro c’è molto di più. L’Udinese ha concesso pochissimo, ha difeso con ordine e ha colpito con precisione chirurgica. Tre gol, tante occasioni create e una sensazione costante di controllo. Zaniolo è stato il faro offensivo, Davis un riferimento prezioso, Ekkelenkamp e Atta protagonisti concreti. Ma è tutta la squadra ad aver funzionato: compatta, aggressiva, lucida.
Questa vittoria cambia la prospettiva. Non è più solo una questione di salvezza raggiunta. L’Udinese ha dimostrato di poter competere con le grandi, di saper leggere le partite e di avere qualità per fare male. Se il livello è questo, l’obiettivo può cambiare. San Siro lo conferma ancora una volta: questa Udinese non ha più paura di nessuno.
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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