No, il Como non è l’Udinese dei miracoli. E forse il punto è proprio questo: voler per forza accostare due realtà così diverse rischia di togliere valore a entrambe.
Perché il Como sta sicuramente costruendo qualcosa di importante, moderno, ambizioso. Ma parlare di “miracolo” è un’altra storia. Il miracolo vero, nel calcio italiano, era quello dell’Udinese di Guidolin o di Spalletti. Una realtà capace di sfidare il sistema senza avere le armi economiche delle grandi.
L’Udinese arrivava in Champions League o lottava stabilmente per l’Europa attraverso intuizioni, scouting e sostenibilità. Era una società che prendeva giocatori sconosciuti, li valorizzava e li trasformava in campioni internazionali. Basti pensare a nomi come Sánchez, Handanovič, Asamoah, Pereyra. Talenti scoperti, lanciati e poi rivenduti alle big europee dopo percorsi costruiti con pazienza e competenza. Quella Udinese aveva un’identità chiarissima: competere senza spendere cifre folli. Fare meglio degli altri con meno risorse. Era una provinciale che ragionava da multinazionale del calcio, con una struttura organizzativa e uno scouting avanti anni rispetto al resto della Serie A.
Il Como invece rappresenta qualcosa di completamente diverso. È il simbolo del calcio moderno del 2026: proprietà internazionale, investimenti enormi, marketing globale, storytelling perfetto, brand positioning, lago di Como, VIP in tribuna e un allenatore-icona come Cesc Fàbregas a dare ulteriore appeal internazionale al progetto. Un progetto legittimo, affascinante e anche intelligente. Ma profondamente diverso. Il Como non sta cercando di sopravvivere nel calcio dei giganti. Sta cercando di diventare esso stesso un gigante. E per farlo ha investito cifre che una realtà come l’Udinese dei tempi d’oro non avrebbe mai nemmeno potuto immaginare. Si parla di oltre 300 milioni investiti in pochi anni, con una crescita costruita anche sfruttando il momento storico di difficoltà di piazze come Milan e Juventus, che hanno inevitabilmente aperto spazi nella geografia del calcio italiano.
A Udine il concetto era: “Come possiamo competere senza fare spese folli?”. A Como il ragionamento sembra più vicino a: “Quanto dobbiamo investire per sederci stabilmente al tavolo delle grandi?”. E non c’è nulla di male in questo. Semplicemente sono due modelli opposti.
L’Udinese costruiva miracoli tattici ed economici prendendo giocatori semisconosciuti in giro per il mondo. Il Como oggi funziona più come una big company calcistica internazionale, dove attorno al progetto ruotano investitori, branding e una dimensione globale che va oltre il semplice risultato sportivo. Per questo il paragone regge poco. O meglio: regge solo superficialmente, guardando la classifica o il fascino della “provinciale” che cresce. Ma scavando più a fondo si scoprono due filosofie quasi opposte.
L’Udinese rappresentava il calcio sostenibile prima che diventasse una moda. Il Como rappresenta il calcio globale contemporaneo, dove identità territoriale e potenza economica cercano di convivere. Entrambe storie affascinanti. Entrambe meritevoli di rispetto. Ma il vero miracolo, quello autentico, resta ancora oggi quello di una piccola realtà friulana che riusciva a sedersi al tavolo delle grandi e raggiungere la Champions senza bisogno di investimenti milionari.
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
Altre notizie - Editoriale
Altre notizie
- 08:30 Playoff Serie A2, Verona è la prima finalista: Fortitudo Bologna ko 3-0 nella serie
- 08:00 Udinese, Nani: "Vogliamo ripartire dalla coppia Zaniolo-Davis"
- 07:52 No, non paragoniamo il Como all'Udinese
- 07:01 Atta, già pronto per il salto o serve un altro anno all'Udinese? Intanto il mercato impazza
- 07:00 Google "Fonti preferite", aggiungi subito TuttoUdinese e personalizza le tue notizie
- 22:20 Fedriga celebra Pozzo: "Le sue intuizioni hanno fatto crescere l'Udinese"
- 21:44 Napoli-Udinese 1-0 ai raggi X: il paradosso dell’inferiorità numerica
- 21:00 Udinese, il bilancio di Miller: "Una stagione piena di apprendimento e di crescita"
- 20:45 Udinese, nessun rimpianto per Kristensen: "Abbiamo vissuto una stagione storica"
- 20:30 Playoff Serie A2, dove vedere Gara-3 tra Dole Rimini e UEB Cividale in tv e in streaming
- 19:55 Udinese, Okoye sui social: "Abbiamo fatto la storia, orgoglioso di far parte di questa squadra"
- 19:25 Il Giudice Sportivo punisce l'Udinese per "responsabilità oggettiva": la decisione
- 19:13 Italia, i convocati di Baldini per le amichevoli contro Grecia e Lussemburgo: solo 10 giocatori di Serie A
- 18:55 Udinese, l'espulsione di Napoli costa caro a Kabasele: la decisione del Giudice Sportivo
- 18:39 Cavallero saluta l'Urania Milano: "Siete stati la mia seconda famiglia"
- 18:15 Terremoto in casa Milan: esonero per Allegri e separazione con Tare, Furlani e Moncada
- 18:10 Goglichidze saluta il Watford. L’Udinese farà rientrare il georgiano
- 17:45 Serie A 2026/2027, le date ufficiali di inizio e di fine
- 17:42 Zaniolo e quel messaggio che fa riflettere: futuro alla Di Natale o addio all'Udinese?
- 17:39 Serie A, inizia il valzer delle panchine: Sarri a un passo dall’Atalanta, Allegri verso l’esonero
- 17:32 Lazio, sempre più vicino l'arrivo di Gattuso: sfuma l'ipotesi Runjaic
- 17:22 Udinese, Zemura esulta per il rinnovo di Inler: “Il mio direttore”
- 17:17 Dole Rimini, Luise: “Abbiamo già dimostrato di poter battere Cividale”
- 16:39 Udinese, Pozzo: "Runjaic ha dato solidità alla squadra, in Europa è difficile andare solo con le proprie forze"
- 16:33 Udinese, Inler dopo il rinnovo: "Ringrazio la proprietà, vogliamo continuare a mantenere compatto tutto l'ambiente"
- 16:30 Udinese, Collavino: "Ancora con Inler per continuare ad alzare l'asticella"
- 16:03 UFFICIALE - Udinese, Gokhan Inler rinnova fino al 2028
- 15:41 (VIDEO) Chiacchiere da Bar | Napoli-Udinese 1-0, si chiude la stagione dei bianconeri
- 14:29 Udinese, Kabasele: "Un anno speciale in una famiglia speciale, grazie per questa stagione storica"
- 13:45 Napoli, ufficiale l’addio ad Antonio Conte: il club lo saluta con un “Grazie mister”
- 13:22 Mondiali, Zampolli di nuovo sull'ebola in Congo: "Può liberarsi un secondo slot per l'Italia"
- 12:18 Zaniolo: "È stato tutto perfetto. Udine mi è entrata nel cuore e non uscirà mai più, qualsiasi cosa accada"
- 12:06 Ikangi saluta l'Apu Udine dopo 3 anni: è un nuovo giocatore di Varese
- 12:01 Napoli-Udinese 1-0, LA MOVIOLA de La Gazzetta dello Sport
- 11:35 Buon compleanno Paron! Pozzo spegne 85 candeline con la miglior Udinese degli ultimi 13 anni
- 11:31 Napoli-Udinese 1-0, le pagelle del Messaggero Veneto
- 10:04 Napoli-Udinese 1-0, le pagelle de Il Gazzettino: si salva Okoye
- 09:56 Napoli-Udinese 1-0, le pagelle de La Gazzetta dello Sport
- 09:41 La lettera di Sottil a Modena: "Stagione al di sopra delle aspettative, ingiusto parlare di fallimento"
- 09:33 Sammarco saluta Verona: "Aperto a opportunità anche in B o in C"
- 08:38 Termina la stagione dell'Udinese: il commento di Deulofeu
- 08:30 Il Monza vede la Serie A: l'andata a Catanzaro finisce 0-2 per i lombardi
- 08:03 Udinese, Miller a DAZN: "Mi sento migliorato, l'anno prossimo voglio crescere ancora"
- 07:23 Serie A, la lotta Champions sorride a Roma e Como: fallimento per Milan e Juve
- 07:08 Serie A, la lotta salvezza la vince il Lecce: Cremonese terza retrocessa in B
- 07:01 Finisce un altro campionato: la classifica finale della Serie A 2025/2026
- 23:58 La battuta di Runjaic a DAZN: "Il Napoli è la squadra che compra giocatori per 35 milioni, l'Udinese quella che glieli vende"
- 22:12 Udinese, Miller dopo la gara con il Napoli: "È stata una buona annata"
- 21:48 Napoli-Udinese 1-0, il tabellino dell'ultima giornata di campionato
- 21:32 Napoli, Conte in conferenza: "È stato un onore, ringrazio presidente e tifosi"
