"Un vero peccato che l’Udinese non possa giocarsi l’Europa con la Lazio", esordisce così Nestor Sensini nell'intervista concessa al Messaggero Veneto. I bianconeri arrivano dalla sconfitta in casa contro il Parma ma secondo l'ex difensore bianconero c'è possibilità di riscatto. 

"L’Udinese con Runjaic ha già saputo imporsi con formazioni di spessore e in stadi importanti dimostrando di giocare meglio con le grandi piuttosto che con le piccole. La Lazio non è più una delle “sette sorelle”, una grande del campionato visto che Atalanta e Como le stanno sopra, ma è pur sempre una formazione che sa farsi rispettare e che cerca il gioco come una grande", ha sostenuto.

Sulla differenza di rendimento tra big e squadre piccole, ha poi continuato: "È proprio dal diverso rendimento avuto in stagione che questa Udinese mi ha lasciato perplesso, perché se batti Inter, Milan, Napoli e Roma vuol dire che la squadra c’è, e se una squadra gioca meglio con le grandi e stenta con le sue pari allora c'è un problema da risolvere ormai in prospettiva, visto che la squadra è forte e ben attrezzata".

Sulla stagione in generale dell'Udinese ha poi ribadito: "Se vedo i 43 punti in classifica e conto le sconfitte in casa con Parma, Sassuolo, Genoa, più altri pareggi, allora dico che all’appello mancano quei dieci o dodici punti che adesso sarebbero serviti per restare ancora in corsa per l’Europa. Per questo credo sia un peccato che l’Udinese non possa giocarsi almeno un posto in Conference all’Olimpico".

Sui singoli ha poi sottolineato: "I numeri parlano chiaro e dicono che senza l’inglese sono arrivati solo 4 punti e 3 gol. Troppo poco. Con Davis la squadra è più tranquilla, ma quando manca fatica e a mio avviso Zaniolo è più mezza punta che falso nueve. Magari Runjaic dovrebbe cercare di essere più offensivo portando più avanti i centrocampisti come Atta e Ekkelenkamp, che sono il futuro".

In conclusione su Kabasele ha dichiarato: "Gino Pozzo mi richiamò dopo Parma che avevo 36 anni e da centrale feci tre anni bellissimi da “nonno”. Kabasele ha 35 anni, ma l’età non conta se si sta bene, si ha voglia e si gioca in una squadra che ti supporta. L’ho visto all’opera e credo che Kabasele abbia ancora da dare molto all’Udinese. Non è a fine corsa. Anzi, un buon difensore di grande esperienza serve in quel ruolo, anche per far crescere i giovani".

Sezione: Notizie / Data: Gio 23 aprile 2026 alle 12:00
Autore: Alessandro Vescini
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