La UEB Cividale ha scritto una nuova pagina della sua storia e, fino a questo momento, è la più prestigiosa tra tutte per quanto riguarda il percorso in A2. A otto mesi dallo storico successo in Supercoppa, la Gesteco fa quello che finora non le era riuscito mai: accedere alle semifinali playoff.

Seppur con il vantaggio del fattore campo a favore (anche se nell’intera serie è stato rispettato una sola volta su quattro), l’incrocio con Rieti ha preoccupato l’ambiente fin da subito. La più brutta prestazione della stagione gialloblù, risalente a gennaio, aveva preso forma proprio nella tana della Sebastiani: quasi 30 punti di scarto, Redivo da 0 punti e zero tiri tentati e una batosta che sembrava aver ridimensionato la squadra proprio a pochi giorni dall’addio di Ferrari. Si aggiunga a tutto ciò il fatto che mai nella sua storia la squadra di Pillastrini aveva vinto al PalaSojouner e la sconfitta di misura in Gara-1 al PalaGesteco… e la serie è iniziata davvero indirizzata.

Il ruggito a Cividale nella seconda gara della serie aveva riportato il conto in parità a tre giorni da due temibili incontri in programma nel Lazio. “L’obiettivo è tornare al PalaGesteco” aveva detto il presidente Micalich prima della partenza per Rieti, non potendo immaginare che i suoi ragazzi avrebbero ribaltato il tutto su un parquet da sempre teatro di sconfitte.

La superiorità dei gialloblù da Gara-2 in poi non ha lasciato scampo a una squadra ruvida come quella allenata da Crosariol, forte in transizione e soprattutto nei duelli fisici. Palumbo, Udom, Guariglia, Mian, Hogue, Piunti: nomi che, se messi a confronto con quelli della Gesteco, vincono di netto il confronto a livello fisico. Cividale trova però la chiave di volta in volta, vincendo nelle prime due occasioni il confronto a rimbalzo e rimanendo praticamente a contatto nei due successivi.

Pur con la volontà di dar credito alla vittoria del collettivo, alcuni singoli non possono essere esonerati da menzione. I numeri di Lucio Redivo basterebbero a incoronarlo come giocatore più decisivo della serie ma non rendono giustizia allo sforzo compiuto dall’argentino per mettere sempre in ritmo i compagni. Chi era mancato nelle prime uscite era invece un Leonardo Marangon che ha recuperato con gli interessi in Gara-4, aggiudicandosi la palma da MVP grazie a una prestazione decisiva in entrambe le fasi: 14 punti e 5 assist in attacco, 7 rimbalzi e una difesa strenua dall’altra parte del campo. Ai due si aggiunge un Matteo Berti che non ne vuole sapere di smettere di sorprendere tutti con una crescita esponenziale in grado di far girare la testa ai lunghi reatini.

Per chiudere la carrellata onore a colui che, per l’abitudine ad avere un profilo basso, non finisce mai sotto i riflettori. La gestione di Stefano Pillastrini nelle situazioni cruciali della serie è da lectio magistralis all’università del basket. Cividale ai playoff stavolta c’è più di sempre e vola al secondo turno, dove attende una tra VL Pesaro e Dole Rimini. La pagina del libro torna ora bianca, in attesa che la banda del Pilla prenda in mano la penna per scrivere un’altra storia bellissima come nei capitoli precedenti.

Sezione: Focus / Data: Sab 16 maggio 2026 alle 17:50
Autore: Alessandro Di Lenarda
vedi letture