L’Udinese è il club più sostenibile in Italia e il quarto in Europa. In una lunga intervista al programma di DAZN, Valori in campo, la Group Strategic Marketing Coordinator Magda Pozzo ha affrontato il tema sostenibilità all'interno del club bianconero, inziando dal spiegare quando è avvenuta la "svolta green".

 “Abbiamo iniziato sei anni fa, influenzati dalla moda: abbiamo pensato di richiedere al sonoro sponsor tecnico la prima maglia sostenibile nel calcio. Da lì è iniziato un percorso, dove tutto all’Udinese è improntato in questo senso: vogliamo essere sostenibili ogni attività. Abbiamo un Green Project, che ora è filosofia e cultura aziendale: abbiamo un sacco di attività, banalmente un app per far scegliere ai giocatori il menù già il giorno prima: questo limita lo spreco alimentare. Con i nutrizionisti poi cerchiamo prodotti a km 0, provenienti dal territorio. Tutta l’azienda pensa così e questo è il successo dell’Udinese: la sostenibilità diventa cultura. Anche i giocatori sono molto sensibili in questo, abbiamo una zona degli spalti smoking free e loro si sono proposti di fare da testimonial. Risultati sportivi e sostenibilità si intrecciano, perché non esiste sostenibilità ambientale senza quella finanziaria. Abbiamo rinunciato a un grande progetto per lo stadio perché il modus operandi un’azienda non era in linea con i nostri principi”.

Su quanto sia importante la sostenibilità economica nel pianificare il presente e futuro dell’Udinese: "È fondamentale e ci pone la necessità di una pianificazione. Lo scouting è il nostro fiore all’occhio e il nostro fondamento a livello sportivo, poi abbiamo sviluppato gli aspetti al di fuori dal calcio: siamo stati i primi a considerare lo stadio come asset. Facciamo 130 eventi all’anno e creiamo tante attività extra calcio per avvicinare i tifosi. La nostra scoperta a cui sono più legata? Marcio Amoroso, Alexis Sanchez e un giocatore che è poi stata una sorpresa: Bruno Fernandes. Al di là del talento, come valori incarnati direi Antonio Di Natale. Ha fatto scelte molto coraggiose, scegliendo di rimanere a Udine. Poi direi Bierhoff, è l’esempio di un giocatore che ha avuto una carriera importante post calcio. Mi piace vedere questa crescita nei giocatori".

Sui progetti al Bluenergy Stadium: "Abbiamo un parco solare composto da 2400 pannelli solari, che da circa un milione di Kw di energia all’anno quindi circa 3000 al giorno. Durante il giorno di gara sfruttiamo tutta questa energia ma durante la settimana c’è il 30% di energia in più che noi diamo alla comunità attorno a noi, il ricavo generato lo dedichiamo a un’associazione per disturbi alimentari di Udine. Quanto merito mi prendo in tutto questo? Solo quello di averci creduto sempre, cercando i partner adeguati".

Sui costi degli spostamenti ha ribadito: "Siamo fortemente inquinanti nella mobilità, come mai? Perché l'80% delle squadre del campionato le dobbiamo raggiungere in aereo. Allora stiamo portando avanti un percorso anche con il team tecnico in cui chiediamo se possono esserci itinerari diversi per inquinare meno".

"Il nostro obiettivo è esser ricordati sia per i risultati sportivi che per il resto, siamo stati 11 anni in Europa e abbiamo l'obiettivo a breve termine di tornarci. Vogliamo essere riconosciuti come una squadra con un Dna innovativo anche fuori dal campo. Mi piacerebbe essere un club modello di riferimento per le altre società minori", ha concluso infine Magda Pozzo.

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Sezione: Focus / Data: Gio 14 maggio 2026 alle 21:00
Autore: Alessandro Di Lenarda
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