Ci sono partite dove porsi troppe domande è inutile. Crotone-Udinese è una di queste.

È finita giustamente 1-2, perché il campo alla fine ha detto questo. Sindacare su come sia arrivato il risultato è inutile: doveroso invece ricordare come la gara dello Scida sia stata l'impersonificazione della stagione bianconera. Gioco pochino, qualche fiammata, difesa rocciosa, una sciocchezza ad un certo punto, altre fiammate, sofferenza finale.

In particolare, giova sottolineare come i vessilliferi del 'De Paul out' siano definitivamente scivolati fuori strada. Otto reti, sei assist (calcolati in maniera reale, non approssimativa come nel basket moderno) e prestazioni sempre e comunque al di sopra della sufficienza. Lo so: secondo rosso della stagione. Ma al netto della correttezza della decisione dell'arbitro, una delle due che in una gara per lui non memorabile ha indovinato (assieme al rigore), l'entrata pericolosissima di Rodrigo era del tutto 'onesta'. Chiaro: evitabile, ma nella propria autostima il diéz pensava davvero di potercela fare ad arpionare la palla senza colpire Messias.

Il resto? Del tutto trascurabile. Tranne le due azioni da gol, che hanno detto molto anche di questa sfortunata stagione dei calabresi: è sembrato veramente che ogni accelerazione friulana potesse portare un giocatore davanti a Cordaz. La serie B per gli jonici ormai è cosa certa, ma ci stanno arrivando con la dignità tipica di quelle zone, che per questo assomigliano alle nostre. La squadra a tratti sciorina calcio, memore degli insegnamenti di un innamorato del calcio ballato come il giubilato Stroppa. Tutto ciò, però, produce troppo poco per sanare gli errori, troppi, di una fase difensiva del tutto inadeguata.

Onestamente, e lo dico fuor di ogni ragione personale, mi è sembrato inutile il cambio d'allenatore in casa rossoblu. Sono stato ripreso da un collega per aver considerato l'allenatore e disc-jockey umbro inadeguato per la serie A attuale; per ricordare con terrore quanto successo dalle nostre parti una quindicina d'anni fa; per considerare, tecnicamente e tatticamente, molto migliore il recente passato sulla panchina crotonese del presente.

Oggi tengo il punto: non ho visto quel sacro furore che il buon Crozza aveva colto durante gli anni perugini del nostro; del quale, peraltro, non mi è piaciuta nemmeno la conferenza stampa finale. Ma sono affari della dirigenza crotonese, cui auguro tutte le fortune possibili: ed essi sanno quanto io sia sincero.

Tutto questo pippone per ritardare l'analisi sull'Udinese, che arriva a 36 punti mettendosi del tutto al riparo: anche da catastrofi che giudichiamo del tutto inverosimili. Un'annata senza tante sofferenze, diciamocelo, afflitte da un inizio di campionato in cui a Gotti, oggi molto criticato anche dal fuoco amico, mancava metà della squadra attuale. Io non ho un'opinione vera e propria sull'eventuale riconferma del tecnico adriese, il quale dovrebbe solo levarsi di dosso quell'aria dimessa che certe volte pare trasmettere ai suoi giocatori. Delle sue capacità tattiche non penso si possa discutere, così come della sua assoluta dedizione alla causa. Mi piacerebbe capire chi potrebbe essere il sostituto, gradito da proprietà, dirigenza, tifoseria, autorità civili, politiche, religiose e militari.

Confuso, vittima di un conflitto: Gotti ha portato in acque sicure la nave in tempi decisamente precoci rispetto a chi, investendo tantissimo, ancora ad oggi lotta duramente per salvarsi. Ma a che costo? Ho sempre difeso il gioco sparagnino, ma mettersi nella stessa maniera di fronte ad Atalanta, Lazio, Torino (una gara paradossale, con due formazioni specularmente arroccate nella propria area) o Crotone è forse un po' limitativo.

Confuso, vittima di un conflitto: la rosa è buonissima o no? Vero che il centravanti titolare, Deulofeu, non ha mai giocato; ma questa Udinese dipende esclusivamente dalle impennate di talento ed ingegno della coppia argentina, la quale ieri ha confezionato una seconda rete da manuale del calcio di una volta. E meno di quello di oggi.

De Paul se ne andrà, perché se lo merita: il prossimo anno in società dovranno risolvere la cosa, ché ad oggi in rosa non vedo talenti in grado di determinarla ed indirizzarla come il 'dieci' di oggi.

La stanno portando fuori, con un risultato finale che si attesterà attorno ai fatidici, leggendari quaranta punti. Non mi strappo i pochi capelli rimasti, non farò i caroselli in centro che qualche buontempone nella nostra redazione ha ironicamente vaticinato. Rimarrò qui a raccontare le cose della squadra che meno mi risulta indifferente. Con un sommesso, umile messaggio al collega, credo lombardo, che da una televisione 'locale' ha affermato come un gioco dimesso come quello di Gotti possa convincere i friulani a tifare altre squadre e non quella bianconera. Citando Storti, Baglio e soci, lo definirei 'ignorante nel senso che ignora': si scelgono le 'grandi' squadre che giocano bene e vincono. Noi, che parliamo della squadra della nostra città, ne siamo stati scelti. Perché 'noi' siamo l'Udinese. Lo perdòno. Panta rhei os potamòs. Anche noi. Anche lui

Sezione: Editoriale / Data: Dom 18 aprile 2021 alle 11:52
Autore: Franco Canciani
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