Dopo la sconfitta patita contro il Como per 1-0, l'Udinese riflette su cosa non abbia funzionato nell'ennesima gara fatta di alti e bassi per i friulani, che non riescono a trovare continuità non solo nel corso dell'anno, ma spesso anche nell'arco degli stessi 90 minuti. In un match infelice è riuscito a mettersi in luce Lennon Miller, subentrato nella ripresa per passare dal 3-5-2 al 4-4-2. Il centrocampista scozzese ha dato segnali di crescita importanti e chissà che questo non si converta in qualche minuto in più per un giovane che per ora di minuti ne ha trovati pochi.

Arrivato in estate dal Motherwell dopo una trattativa molto difficile, con tante squadre interessate al suo profilo, Miller ha naturalmente vissuto una fase di ambientamento fisiologica. Il classe 2006 infatti è alle prime esperienze fuori dalla Scozia, in un calcio e un modo di vivere che sono completamente diversi rispetto alle sue abitudini. Nelle prime uscite il ragazzo ha già fatto vedere alcune delle sue capacità, mostrando soprattutto di avere dei piedi educatissimi, cosa rara da trovare ormai, specie a certe cifre.

Chiramente però sono balzati all'occhio anche alcuni problemi dettati dall'inesperienza e la ancora scarsa conoscenza dei compagni. Dopo la manciata di minuti contro la Lazio, mister Runjaic ha deciso ieri di inserire lui al fianco di Karlstrom per passare ad un centrocampo a 4. La fiducia si può dire che sia stata ripagata. Diverse imbucate di prima verso l'area di rigore, in una gara dove fino alla ripresa l'Udinese la porta avversaria l'ha vista poco. Oltre però alla visione di gioco, Miller ha mostrato dei progressi anche nella lettura delle situazioni, piazzandosi spesso bene in fase di intercetto e mettendoci anche un paio di letture difensive importanti.

Il suo percorso di inserimento, con tutta probabilità, ancora non è finito, con margini di crescita importanti. Difficile pensare che ora Runjaic decida di stravolgere le gerarchie. Sicuramente però Miller, con il lavoro in allenamento, sta dimostrando in primis le sue capacità e, in secondo luogo, questo spezzone potrebbe aver convinto il tecnico a dargli una maggiore fiducia almeno a gara in corso, imitando un po' quello che è stato il sentiero percorso da Atta l'anno scorso, che con il tempo è diventato poi una pedina inamovibile dello scacchiere bianconero.

Sezione: Focus / Data: Dom 04 gennaio 2026 alle 17:22
Autore: Davide Marchiol
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