Christian Kabasele è stato protagonista di un simpatico e piacevole momento con dei giovani tifosi dell’Udinese, che nel corso di “A tu per tu” hanno avuto modo di fare molte domande al difensore. Il classe 1991 ha spiegato il motivo per cui la rete contro il Cagliari è stata la più speciale della stagione e ha spiegato come la famiglia sia una delle priorità della sua vita:

“Il gol più bello che ho fatto in questa stagione è stato quello contro il Cagliari: è stato speciale per me, avevo perso mia nonna due giorni prima. Ho avuto l’occasione di giocare e le ho dedicato il gol. Il più bello è stato quello contro l’Inter l’anno scorso. Per superare i momenti difficili faccio sempre le stesse cose, lavoro nello stesso modo: a volte ci sono delle cose che non puoi controllare, quando non vanno meglio è importante rimanere equilibrati. Questa mentalità porterà lontano, la mia famiglia e i miei due figli, di sei e nove anni, mi fanno dimenticare il calcio. Da piccolo il calcio era la cosa più bella di tutte, ma la scuola era la priorità: era la cosa più importante per i miei genitori. Ho avuto la fortuna di aver avuto un allenatore che mi ha cambiato di posizione e sono cresciuto più velocemente”.

Il difensore bianconero ha raccontato qualche segreto sui suoi compagni di squadra attuali, chiudendo con una simpatica battuta riguardante il suo allenatore:

“Kamara e Atta sono tra i più simpatici, ma abbiamo un bel gruppo e siamo tutti vicini tra di noi. Adesso ho più esperienza e questa è una qualità, mi permette di giocare con più calma e di sapere cosa devo fare per essere pronto il giorno della partita. Prima delle partite faccio sempre le stesse cose. Devo dire che Runjaic è il migliore allenatore che abbia mai avuto, sennò non gioco mai”.

Il difensore della squadra di Runjaic ha anche ripercorso alcune delle tappe della sua carriera, che lo hanno visto indossare diverse maglie in diversi Stati, ma anche quella della Nazionale belga:

“Mi piace giocare in difesa, prima ero un attaccante ma poi ho cambiato ruolo. In Italia ci sono tanti attaccanti forti, come Vlahovic e Hojlund. In Inghilterra ho giocato anche contro Lukaku, Aguero e anche Ronaldo. La partita più difficile è stata contro Vlahovic, ma comunque avevo fatto bene nonostante avessimo perso 3-2. Il giocatore più forte con il quale ho giocato è stato Hazard: ho avuto la fortuna di essere in Nazionale quando c’erano lui, Lukaku, Witsel, Kompany, Mertens. In Inghilterra ho avuto tanti infortuni muscolari, ma non ne ho mai avuto uno che mi abbia tenuto fuori 6/7 mesi. Da piccolo il mio idolo era Henry, l’ho anche avuto come allenatore in Nazionale e ne ero molto contento. Il calcio italiano è il più tattico, dove il ritmo è più basso, mentre quello inglese non si ferma mai, ci sono molte più transizioni”.

Sezione: Notizie / Data: Mer 11 marzo 2026 alle 19:00
Autore: Alessio Galetti
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