È un buongiorno diverso dal solito per la UEB Cividale. Nella serata di ieri è arrivata la convincente vittoria ai danni della Gemini Mestre, ma al termine della gara Francesco Ferrari si è lasciato andare in un pianto emozionante. Il motivo? Ha disputato il suo ultimo match in maglia gialloblu, ora lo attende la Virtus Bologna.

Il classe 2005 è arrivato in Friuli nell’estate del 2024 dopo le esperienze a Borgomanero, dove ha mosso i primi passi della sua carriera. Il presidente Micalich ha deciso di puntare su di lui e grazie all’ottima gestione di coach Pillastrini, l’ala è diventato uno dei giocatori più decisivi del campionato di Serie A2 e ora è pronto al grande salto, dopo essersi conquistato anche un paio di convocazioni con la Nazionale Maggiore.

Vediamo nel dettaglio com’è andata la sua avventura in maglia Gesteco. Arrivato in punta di piedi, Ferrari ha saputo attendere il suo momento e ha ripagato la fiducia dell’ambiente ducale. La prima parte della stagione 2024/25 ha subito dimostrato che il classe 2005 possedeva una stoffa diversa dagli altri, motivo per il quale Pillastrini gli ha concesso un ampio minutaggio fin da subito. La sensazione, però, è che ci fossero ampi margini di miglioramento in fase realizzativa. Il 2025 è iniziato con una serie di prestazioni brillanti, che hanno permesso alla Gesteco di chiudere la Regular Season al quarto posto e regalarsi i quarti playoff contro Forlì, dove i friulani hanno subito la rimonta dopo essere stati avanti 2-0.

Poi, l’estate della definitiva consacrazione. Nessuna sosta per Ferrari e per il suo grande amico Leonardo Marangon, si parte per l’Europeo U20, con il nativo di Novara che è il capitano degli Azzurri. Un’esperienza che permette all’ala di acquisire ancor maggior sicurezza nelle sue qualità e il trionfo finale ne è la ciliegina sulla torta. Poi torna in Friuli e viene celebrato una volta di più, ma il club ducale gli affida maggiore responsabilità a causa delle partenze di due trascinatori come Miani e Dell’Agnello. 

Ferrari non tradisce le aspettative e diventa uno dei leader tecnici e caratteriali della Gesteco, che chiude il girone d’andata a solamente due punti dalla vetta. Nel mezzo, la sontuosa performance da 36 punti contro l’Urania Milano. Poi arriva il primo match del 2026, al PalaGesteco arriva la Gemini Mestre e c’è la sensazione che sarà la sua ultima apparizione in maglia gialloblu.

Già nel riscaldamento, lui e Marangon si lasciano andare in un lungo abbraccio che fa capire come, almeno per il momento, sarà l’ultima gara d’accompagni di squadra per i due ragazzi. A fine partita, però, Ferrari saluta in maniera calorosa tutti i membri dello staff tecnico e nel momento in cui la Marea Gialla invoca il suo nome si lascia trascinare dalle emozione. Sono lacrime che racchiudono quanto il gialloblu sia entrato nel cuore del classe 2005, che saluta in maniera affettuosa i tifosi a bordo campo e si appresta a iniziare una nuova avventura, ma con i Campioni d’Italia della Virtus Bologna.

Un addio che, però, non tutti hanno voluto. In conferenza stampa, Micalich ha sottolineato che la sua volontà sarebbe stata quella di tenere il giocatore fino al termine della stagione, ma il club emiliano, che aveva un accordo con quello friulano per avere Ferrari dopo il 25 gennaio, ha deciso di anticipare il suo arrivo a causa dei numerosi infortuni che ha colpito la squadra di Ivanovic. Il salto è importante e non è da escludere che ci vorrà un periodo di ambientamento, sia per quanto riguarda la fisicità che per un discorso legato alla pressione di vestire una maglia cosi prestigiosa.

Cividale, invece, saluta un suo figliolo e attende quale sarà il suo sostituto. Sarà un mese cruciale per il fratello Alessandro, che si giocherà le sue carte e successivamente il club ducale deciderà se intervenire sul mercato. Probabilmente, un innesto potrebbe arrivare a prescindere, ma intanto la Gesteco si gode la momentanea vetta della classifica e, come detto dal suo presidente, vuole giocarsi questo campionato fino in fondo.

Sezione: Focus / Data: Dom 04 gennaio 2026 alle 11:15
Autore: Alessio Galetti
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