Un allenatore solo in una piazza disintegrata

12.02.2019 18:30 di Giacomo Treppo   Vedi letture
Un allenatore solo in una piazza disintegrata

Mai come in questo momento l'ambiente udinese è stato disunito, quasi disintegrato. La società si è arroccata sulla sua posizione ed al tifo organizzato rimane il dilemma amletico dell'essere o non essere. Perché c'è del marcio in Danimarca...

Per la carriera e per quel poco che sapevo di Pradé, mi sarei aspettato che facesse un passo avanti verso la tifoseria, che andasse ad ascoltarli, che si ergesse a “uomo forte” dell'Udinese, figura di riferimento. Sappiamo tutti come sarebbe finita: la tifoseria avrebbe brontolato e recriminato, modo di fare tipicamente friulano, ma alla fine avrebbe sospeso lo sciopero del tifo. Che sciopero non è, perché nessuno diserta lo stadio. Sono lì, vicini alla squadra, a pochi metri da essa senza contestare o fischiare, solo non incitano. Giustamente, secondo me. Si attendono che sia la società ora a fare quel passo che loro hanno fatto in tanti anni di sottoscrizione di abbonamenti. E ricordiamolo: i tifosi pagano, i calciatori, dirigenti, allenatori e direttori tecnici incassano.

Sarebbe giusto sospendere la protesta? Non lo so... se venisse fatto sarebbe di sicuro per una buona causa. Ma se sei tifoso, smetteresti di tifare in serie B? Il tifo si salva con la fede, la squadra la deve salvare qualcun altro. La responsabilità di un k.o. contro il Chievo non sarebbe certo di uno stadio silenzioso. Vorranno lasciar passare alla società non solo l'abbandono per le sponde inglesi, certamente più remunerative, ma anche lo smacco della non risposta, della non riconoscenza?

Il calcio è un ambiente strano: così come puoi mettere alla porta giocatori come Domizzi, Pinzi e Di Natale o un tecnico come Guidolin, altrettanto i tifosi possono metterti alla porta dopo 24 anni di serie A se retrocedi avendo lavorato molto al di sotto delle tue possibilità. La società ha un bilancio importante. Posso capire che retroceda il Frosinone o l'Empoli perché non hanno ancora la struttura finanziaria di una serie A, ma non l'Udinese. Da noi non manca nemmeno la competenza, a mancare è la voglia!

E così, fra battibecchi sterili ed inutili, Nicola si ritrova solo prima di una partita importante. Le voci sul cambio allenatore non hanno mai portato bene a Udine, negli ultimi anni. Guarda caso spesso la squadra ha abbandonato il mister: vedi gli errori di Danilo e Widmer con Delneri, vedi la querelle Maxi Lopez con Oddo (con lo stesso Danilo che, si narra, non so se sia leggenda, non abbia preso posizione come invece un capitano dovrebbe fare). Ed ancora De Paul ad Empoli (rigore sbagliato e Velazquez esonerato) ed a Torino... A testa alta vanno solo i tifosi che hanno fatto il viaggio fino in terra piemontese, non certo lui dopo la prestazione infausta di domenica pomeriggio.

A mio modesto avviso non parlare con i tifosi e lasciare che girino voci su possibili esoneri significa aspettare soltanto una settimana di più e una sconfitta per non prendersi la responsabilità delle proprie scelte. Se è assordante il silenzio al Friuli, lo è di più quello della società su Nicola e sulla squadra.

Guardo spesso partite di squadre impegnate nella salvezza. Ho visto per due volte l'Empoli subire un gol in fotocopia. Contropiede subito, un avversario taglia oltre l'uomo con la palla e porta via un difensore che lo segue. Si crea lo spazio per andare al tiro e il gol subito è assicurato. Difese che non sanno giocare a zona. Addirittura, se non sbaglio, un movimento del genere è costato un gol alla Juve di Allegri nelle ultime giornate. A noi è successa la stessa cosa a Torino. Contropiede granata e un attaccante taglia per portare fuori Ekong, ma la nostra difesa è rimasta sulle sue posizioni a zona ed ha annullato il pericolo.

Ecco, noi difendiamo meglio, abbiamo attaccanti che sbagliano i rigori o la posizione sul tiro (Lasagna doveva tagliare in orizzontale e dall'altra parte, non in verticale andando a finire in fuorigioco) e ancora una volta sulla graticola è l'allenatore. Avete visto chi avevamo in panchina domenica? Andate a vedere chi avevano Frosinone, Bologna, Empoli e Cagliari. Lo dico da un anno: se si rompe Behrami non abbiamo nessuno. A fine campionato ci daranno 5 o 6 punti in più come risarcimento per gli infortuni subiti o per quelli di chi è stato acquistato per sostituire i nostri già infortunati?

Domenica ci sarà un allenatore lasciato solo contro tutti. Questa è adesso l'Udinese. Una volta, quando c'era un progetto, era il perfetto contrario. L'unica certezza sono i tifosi, quelli veri, quelli che ci saranno anche in serie B, perché se continuiamo così rischiamo davvero.