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Chiude da Brando, per anni ritrovo del tifo bianconero: la storia del Club

Chiude da Brando, per anni ritrovo del tifo bianconero: la storia del Club

Udine, e in particolare piazzale Cella, perdone perdono quello che per anni è stato il punto di riferimento del tifo bianconero, nonché sede storica dell'Udinese Club. Ha chiuso i battenti l'Osteria da Brando. La...

Redazione TuttoUdinese

Udine, e in particolare piazzale Cella, perdone perdono quello che per anni è stato il punto di riferimento del tifo bianconero, nonché sede storica dell'Udinese Club. Ha chiuso i battenti l'Osteria da Brando. La decisione del proprietario Nevio Marazzato è arrivata dopo la scomparsa della moglie Teresa Corso e dalla malattia della sorella Anna Marazzato, anch'esse fino a poco tempo fa colonne portanti del locale e del club.

Abbiamo deciso, allora, di ripercorrere la storia, scorrendo tra ricordi di un passato davvero ricco.

La sezione dello storico Udinese Club “da Brando” viene costituita nel dicembre del 1973. Il Club prende il nome dall'antica osteria di piazzale Cella, aperta nel 1954 da Ildebrando Sante Marazzato, originario padovano. Inizialmente un'ottantina di soci avevano raccolto le sollecitazioni dei promotori della fondazione, capeggiati da Giuseppe Rigo, subito nominato presidente onorario del club. Dopo la prima assemblea costitutiva, questo risultava il primo direttivo: Franco Dal Forno come presidente, Nevio Marazzato come vice-presidente e cassiere (figlio del proprietario della trattoria), come segretario Armando Fabbro, infine come consiglieri Fulvio Corso, Valeriano De Jeso, Aldo Dri, Vanni Fabro, Salvatore Ferrara e Roberto Rigo. L'inaugurazione del neonato sodalizio avvenne i primi giorni del febbraio 1974 in un clima di festa ed euforia data anche dal fatto che la squadra delle zebrette era stata appena affidata alla guida del direttore tecnico Sergio Manente (del vicino borgo Grazzano) e dell'allenatore Massimo Giacomini (udinese doc).  Alla storica inaugurazione segnaliamo la presenza dell'allora presidente dell'Udinese Pietro Brunello, del direttore sportivo Luigi Comuzzi e dei consiglieri Midolini e Protto.

Una delle prime iniziative è stata quella di istituire il cosiddetto “premio Moreale” intitolato ad uno scomparso accompagnatore delle giovanili dell'Udinese e dedicato ai più promettenti del vivaio bianconero. In seguito questa riconoscenza venne ribattezzata con la denominazione di “Linea Verde”, la quale perdurò per molte edizioni. Parallelamente alla “Linea Verde” venne istituita anche la “Linea Rosa”, riconoscenza dedicata alle calciatrici che meritevolmente si distinguevano nei campionati giovanili.

Sin dalla fondazione colui che tira le fila del Club è Nevio Marazzato ormai diventuto celebre col soprannome di “Brando”. Si registra un'intensa attività sociale dovuta anche all'entusiasmo per la doppia promozione dell'Udinese (1977/78 e 1978/79) dalla serie C alla serie A ad opera dell'allenatore friulano Massimo Giacomini, dalla vittoria del campionato da parte della squadra Primavera (1981) e successivamente dall'arrivo di Zico (1983/84 e 1984/85), uno dei più grandi giocatori della storia del calcio. In tutte queste circostanze non si è persa l'occasione di festeggiare in quel di piazzale Cella con la presenza degli stessi protagonisti delle vittorie sportive.

La vita sociale anche negli anni '80 e '90 risulta molto attiva con numerose iniziative: una di queste è la biciclettata da Udine a Torsa che veniva organizzata per tutti i tesserati al termine di ogni campionato, soprannominata simpaticamente la “Parigi Dakar”; tra le iniziative annoveriamo anche le gare di briscola (solitamente nel periodo epifanico), le castagnate, le grigliate, la fondazione della squadra amatori calcio da Brando, i contributi nei confronti della comunità di Don De Roja e della comunità Piergiorgio, i veglioni carnascialeschi e natalizi organizzati presso i ristoranti Ai Gelsi e Là Di Morèt, le cene sociali accompagnate dalla presenza di giocatori e dirigenti dell'Udinese.

Innumerevoli anche le trasferte da segnalare: basti pensare a quelle di Barcellona, Aalborg, San Pietroburgo, Sofia, Dortmund, senza contare poi quelle di campionato e Coppa Italia.

Nell'arco degli oltre 40 anni di vita del Club annoveriamo i seguenti presidenti: Giuseppe Rigo (primo presidente onorario), Franco Dal Forno (primo presidente esecutivo), Dino Casarsa, Renato Nardone, Mario Boemo (ex presidente del Centro Coordinamento Club e noto fotografo), Luigi Agosto, Rita Bertossi, Giorgio Basso, Giancarlo Damiani (ex vice-presidente dell'AUC), Gianluca Grattoni (coadiuvato da Giuseppe Saccavino) e Nevio Marazzato.

Nell'aprile del 2013 in occasione del quarantesimo anno di attività sociale il Club ha organizzato una grande festa presso la struttura del Gruppo Insieme di Basaldella alla presenza dei giocatori dell'Udinese Giampiero Pinzi, Maurizio Domizzi e del direttore sporivo Fabrizio Larini, festa accompagnata dall'animazione del musicista Denis Zuliani.

Sempre nello stesso anno viene creato lo striscione “Udinese Amore Mio Club da Brando” ad oggi sicuramente il più lungo striscione che mai sia stato forgiato dalla tifoseria friulana.

La sede del Club ha seguito negli anni gli spostamenti logistici della stessa osteria da Brando. Nel gennaio del 2007 la sede si trasferisce dallo storico civico 16 di piazzale Cella al ristorante Alta Marea dello stesso piazzale, per poi definitivamente radicarsi nel luglio 2008 presso l'osteria da Brando al civico 58/C.

Infine un piccolo cenno nell'ambito della gloriosa storia del Club lo merita anche “Saetta”, la famosa somarella vestita da zebretta che veniva portata allo stadio come mascotte portafortuna, prima al “Moretti” e poi al “Friuli”, una simpatica iniziativa che meriterebbe nuovamente di essere ripetuta.