Dalla sala stampa del Bluenergy Stadium, giornata di presentazioni con Nicolò Zaniolo che parlerà per la prima volta al pubblico da nuovo giocatore dell'Udinese.
Il primo a prendere la parola è il Direttore generale Franco Collavino: "Si tratta di una ciliegina sulla torta del nostro mercato visto che parliamo di uno dei talenti più grandi di questa ultima generazione. Porta esperienza internazionale e speriamo che il nostro ambiente possa aiutarlo a ritornare al suo status che lo ha reso famoso. Alle ore 19 dell'ultimo giorno di mercato era ancora lontano dall'essere un nostro giocatore, ma poi è prevalso il pragmatismo e alle 19.54 abbiamo depositato il contratto per il suo trasferimento. È stata un'estate intensa, abbiamo fatto un mercato importante rafforzando la rosa nei punti in cui serviva consegnando al mister Runjaic una squadra competitiva. Ci hanno lasciato alcuni giocatori, alcuni hanno completato il loro percorso a Udine, altri hanno preferito andare altrove".
Parola ora al Group Technical Director Gian Luca Nani: "È stata un'operazione complicata, non solo per i contratti ma anche perché alle 16 il presidente del Galatasaray aveva detto no al trasferimento di Zaniolo. La convinzione di Nicolò di arrivare qui è stata fondamentale. Tutti i nostri target di mercato sono stati raggiunti, ma arrivano da mesi e mesi di lavoro. Il caso di Zaniolo è diverso, perché è arrivato dopo l'addio di Thauvin. Sembrava una montagna difficile da scavare ma grazie alla sua volontà e alla sua decisione di ridursi lo stipendio ciò è stato possibile. Non ho mai visto una cosa del genere, una volontà tale, anche nel rifiutare le squadre avversarie. Quello che a me ha sorpreso e convinto è anche stata la sua maturità, che ci ha permesso di portare a Udine un calciatore che è al di fuori dei nostri parametri. Sa cosa l'aspetta e cosa gli chiedo. Ho molta fiducia nelle sue qualità tecniche e nella sua nuova veste".
Gokhan Inler: "Ho avuto modo di stargli vicino, voleva fortemente venire qui e sa che qua si lavora e in maniera seria. Quando è venuto gli ho spiegato la cultura e la storia dell'Udinese. Dobbiamo lavorare tutti uniti per raggiungere obiettivi altri. È molto focalizzato, si sta allenando bene e vuole ripartire con noi. Gli do un grande benvenuto e in bocca al lupo".
"Voglio ringraziare tutti per la fiducia, ce l'ho messa tutta per venire qua anche forzando la mano con il Galatasaray. Penso possa essere il passo giusto per la mia carriera, per tornare a dimostrare quello che ho dimostrato. Voglio mostrare le mie caratteristiche in un ambiente perfetto per lavorare. Ci sono tutti i presupposti per fare bene", ha dichiarato Zaniolo.
Come stai fisicamente? Sei già pronto per scendere in campo?
"Mi alleno da un mesetto e mezzo perché in Turchia il campionato inizia prima. Penso di poter dare la mia mano, sia dal primo minuto che a gara in corso".
Cosa ti avevano detto di Udine? Cosa ti ha sorpreso?
"Mi aspettavo meno, sono rimasto sorpreso. È un posto bellissimo, c'è tutto per fare bene con tantissime persone nello staff che ti supportano 24 ore su 24. Penso che in questo momento della mia carriera questo aspetto sia fondamentale".
Ti senti nel posto giusto per tornare in Nazionale?
"Sì, qui si pensa solo al campo. In questa prima settimana e mezzo ho fatto doppio allenamento tutti i giorni e penso sia importante per me fare una grande stagione per raggiungere i nostri traguardi. Potremo sorprendere secondo me. La maglia della Nazionale è sempre stato un sogno mai, quest'anno c'è il Mondiale. Non è un'ossessione ma un obiettivo e meriterò la chiamata solo se dimostrerò di saper aiutare con le mie prestazioni la squadra".
La consideri come un'ultima possibilità?
"Non penso mai a me stesso, in ogni squadra dove ho giocato ho sempre messo davanti la maglia. Non ho l'ossessione di dover dimostrare mettendo sempre in campo il meglio".
Cosa ti è mancato in questi anni?
"Non darei la colpa solo alla sfortuna perché ci ho messo anche del mio. Dopo naturalmente con l'aiuto delle persone giuste questo ti aiuta. In questi anni mi è mancata la continuità di giocare, rigiocare e sbagliare".
Ti senti un numero 10? Dove ti vedi?
"Il 10 è la maglia a cui ognuno ambisce. Qua ha un grande peso perché è stata vestita da grandi campioni come Di Natale. Ho chiesto alla società se ci fosse la possibilità di prenderla e mi hanno detto di sì. Di questo sono molto contento. Offensivamente posso fare un po' tutto, ma mi metto a disposizione".
Che cosa ti ha chiesto Runjaic?
"Ci siamo sentiti anche prima di venire qua, c'è un feeling molto positivo. È una persona onesta e sincera, da tutte le parti ci sono delle regole e lui non transige su quelle. In queste prime due settimane mi ha fatto un'impressione ottima. Speriamo di giocare già con il Pisa".
Come ti sei inserito in questo spogliatoio?
"È uno spogliatoio di ragazzi per bene, ci sono due tipi di leader: quello nello spogliatoio e quello in campo. Metterò tutto quello che ho in campo e da parte mia non mancheranno mai l'impegno e la dedizione".
Gli infortuni hanno cambiato il tuo modo di giocare?
"Mi hanno cambiato in bene, gli infortuni fanno crescere se li prendi in maniera positiva. Prima la palestra la vedevo come una perdita di tempo per esempio, mentre adesso è necessaria per svolgere bene il mio lavoro. In campo non ho più paura di nulla e non è cambiato il mio modo di giocare".
Che impressione ti ha dato la città?
"Essendo di La Spezia mi trovo molto bene, girare a piedi mi piace molto. Mi ha colpito anche la gente che è molto educata, anche per una semplice foto ti chiede il permesso. Sono molto felice di essere qui".
Un tuo vecchio allenatore Breda ti vede come seconda punta, tu dove ti vedi?
"Avendo una buona struttura fisica posso fare anche la punta se c'è la necessità, ma il ruolo dove rendo meglio è sulla destra e sulla trequarti".
Che idea ti sei fatto della Serie A finora?
"È uno dei campionato più competitivi. C'è tanta tattica e si sta chiusi dietro. Bisognerà conquistarsi punti ovunque".
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