La corsa alla panchina della Nazionale italiana entra nel vivo. Dopo il cambio ai vertici della FIGC, il nuovo presidente Giovanni Malagò è chiamato a prendere una delle decisioni più importanti per il futuro del calcio azzurro: scegliere il commissario tecnico che guiderà l’Italia nel nuovo ciclo, con l’obiettivo di riportarla stabilmente tra le grandi del panorama internazionale.
Al momento il duello sembra ristretto a due candidati di assoluto prestigio: Antonio Conte e Roberto Mancini. Entrambi vantano esperienza, personalità e successi, ma le rispettive candidature presentano ostacoli non trascurabili.
Conte rappresenta il profilo ideale per molti addetti ai lavori. Il tecnico salentino garantirebbe mentalità vincente, organizzazione e capacità di ricostruire un gruppo competitivo. Restano però diversi nodi da sciogliere: l’ingaggio, decisamente elevato per gli standard federali, e la disponibilità a sposare un progetto a lungo termine, con un contratto che potrebbe arrivare fino al 2030.
Roberto Mancini, invece, conosce già l’ambiente azzurro e ha dimostrato di poter riportare entusiasmo e risultati, culminati con il trionfo a Euro 2021. Tuttavia, il suo addio alla Nazionale e la successiva esperienza in Arabia Saudita continuano a dividere il mondo del calcio. Inoltre, la sua candidatura non sembrerebbe raccogliere il pieno consenso dei club di Serie A, interlocutori fondamentali della nuova governance federale.
Le alternative
Se i due grandi favoriti dovessero sfumare, la FIGC potrebbe valutare altri profili. Tra questi c’è Stefano Pioli. Il suo nome era già stato preso in considerazione in passato per raccogliere l’eredità di Luciano Spalletti, ma la scelta di accettare la Fiorentina aveva fatto tramontare ogni discorso. L’ultima esperienza in viola, però, non ha prodotto i risultati sperati e questo potrebbe rappresentare un elemento di valutazione negativa.
Occhio anche a Francesco Farioli, uno degli allenatori italiani più apprezzati della nuova generazione. Il tecnico ha conquistato il campionato portoghese, confermando la sua crescita internazionale. La sua giovane età e la limitata esperienza in contesti di altissima pressione, tuttavia, potrebbero spingere la Federazione a rimandare un eventuale investitura.
Tra i nomi più affascinanti c’è anche Claudio Ranieri. L’allenatore romano è libero e rappresenta una garanzia sotto il profilo dell’esperienza e della gestione del gruppo. Nella sua straordinaria carriera manca soltanto la guida della Nazionale maggiore. L’unico vero interrogativo riguarda l’età: un eventuale progetto quadriennale lo porterebbe a sfiorare gli ottant’anni al termine del ciclo mondiale.
Più defilata, ma comunque presente, l’ipotesi Silvio Baldini. L’attuale commissario tecnico dell’Under 21 gode di grande stima e incarnerebbe una scelta di continuità e valorizzazione del progetto federale. La sua priorità, però, sembra essere quella di portare gli azzurrini alle Olimpiadi, mentre resta da capire se sarebbe pronto ad affrontare immediatamente le enormi pressioni della Nazionale maggiore.
Il sogno proibito
Infine c’è la candidatura più suggestiva di tutte: Pep Guardiola. Il nome del tecnico catalano continua a circolare negli ambienti federali e rappresenterebbe un autentico colpo a livello mondiale. La realtà, però, racconta una situazione estremamente complessa. I costi dell’operazione sarebbero fuori portata per la FIGC, considerando anche il ricco accordo che lega Guardiola al City Football Group.
Le prossime settimane saranno decisive. Malagò vuole individuare un commissario tecnico capace di rilanciare l’Italia e aprire un nuovo ciclo vincente. Conte e Mancini restano in pole position, ma il casting è ancora aperto e non si possono escludere sorprese.
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