Le tensioni tra la Fifa e la Uefa non hanno finite e, anzi, non sembra all'orizzonte una tregua e un accordo tra le parti per venirsi incontro. Gianni Infantino è sotto attacco della Uefa, che ha dalla sua parte le 55 federazioni più forti al mondo e Ceferin vuole ribaltare gli equilibri, facendosi forza del dissenso che si è creato a seguito della proposta del numero uno della Fifa di vendere a fondi stranieri una parte della società che sarebbe occupata dei diritti commerciali delle competizioni internazionali. Proposta ritirata nel giro di una manciata di giorni, ma non è bastato per placare gli animi e, nonostante la Uefa si sia scusata, ha ribadito di non voler più partecipare alle competizioni Fifa fino a quando non termineranno i tentavi di snaturare il gioco. Insomma, una 'guerra' tra le due fazioni più importanti del calcio che sta davvero paralizzando il mondo intero.

Le posizioni distanti tra Fifa e Uefa

La Uefa ha deciso di andare allo scontro con la Fifa e dalla sua aprte si sono schierate anche la Concacaf e l'Afc. E' chiaro come che, senza le nazionali più forti, tutte le competizioni Fifa non avrebbero motivo di esistere (il primo banco di prova sarà il mese prossimo con i Mondiali Under 20 femminili). A Zurigo vanno avanti, respingono gli attacchi e le possibili dimissioni di Infantino, e hanno convocato un vertice d’urgenza a Rabat dopo il quale sono arrivate le scuse ufficiali a tutte le 211 federazioni e una dichiarazione di sostegno reciproco tra Infantino e il segretario generale Mattias Grafstrom. Alcune federazioni hanno già ritirato il proprio sostegno, tra le quali il Galles e la Faw, a seguito delle tensioni esplose negli ultimi giorni. La posizione dell’Italia, invece, è in linea con quella della Uefa, ma già da prima che Giovanni Malagò diventasse presidente della Figc.

I capi d'accusa a Infantino

Ci sono tanti punti che portano la Uefa e non solo ad andare allo scontro con la Fifa e il suo Presidente. Ciò che si rimprovera non è solo il piano di vendita dei diritti commerciale di parte delle competizioni, ma anche la recente predisposizione al piegare le regole del calcio per fini economici.Il calcio e le varie questioni commerciali dovrebbe essere slegate il più possibile e, invece, non si sta andando verso questa direzione. Ciò che ha fatto ancora più clamore, però, è il piano segreto di Infantino (scoperto dal The Guardian e datato 2020) che aveva avviato delle trattative per rinominare la Superlega in “Fifa Super League”. Si è arrivati fino alla stesura di accordo preliminare che proponeva inoltre che ogni competizione sarebbe dovuta giocarsi sotto il marchio Fifa e, inoltre, l'obiettivo era quello di ridurre le finestre dedicate alle nazionali per liberare spazio nel calendario per nuove competizioni per club. Un grosso giro che non sta facendo bene al calcio Mondiale e si sta facendo davvero una brutta figura in tal senso.

Le prossime settimane saranno decisive, attendendo le mosse della Fifa e la tenuta del fronte guidato dalla Uefa diranno se questa è soltanto una crisi politica o l'inizio di un cambio totale nel calcio mondiale. La cosa certa è che tutti i tifosi vogliono tornare a parlare al più presto del calcio giocato e che si trovi all'istante una soluzione che rimettano lo sport più amato del mondo al centro di tutto. 

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Sezione: Notizie / Data: Ven 07 agosto 2026 alle 10:37
Patrick Pignolo
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