Le prime cinque giornate di campionato hanno martoriato l'Udinese dal punto di vista degli infortuni. Per i bianconeri problemi muscolari e non solo, che ci si augura possano essere risolti entro la fine della sosta, così da vedere finalmente a disposizione di Runjaic l'undici titolare. Pausa per le nazionali utile, dunque, a recuperare elementi indispensabili per questa squadra, che già nel 2022 aveva riposto nelle settimane di stop le speranze per il rientro del suo fuoriclasse, Gerard Deulofeu. Un calvario lungo ormai quasi quattro anni per il talento spagnolo, che ce la sta mettendo tutta per tornare a essere il giocatore applaudito all'uscita dal campo del Maradona nel novembre 2022. Le giornate passano e, fortunatamente, l'ex numero 10 aggiorna costantemente il suo profilo Instagram, mostrando i piccoli, ma al contempo giganti (se si pensa alla gravità dell'infortunio), passi in avanti verso il ritorno in campo. Sembra quindi di intravedere una luce in fondo a questo tunnel, costellato di prove fisiche e mentali affrontate con una disciplina e una motivazione encomiabili. Ci siamo allora chiesti quando Gerard potrà davvero tornare a calcare il terreno di gioco in una partita. Gli appigli per fare previsioni di questo tipo sono pochi, data l'entità dell'infortunio, ma grazie all'intelligenza artificiale è stato comunque possibile tradurre in termini quantitativi i progressi compiuti dal calciatore nel corso degli anni. E allora, quanto manca al rientro di Deulofeu? Ecco la risposta dell'AI:

"La cartilagine articolare, una volta persa a tutto spessore, non si rigenera, e le terapie cellulari cui Deulofeu si è sottoposto possono al massimo produrre un tessuto di riparazione meno resistente dell'originale. Senza cartilagine e senza menisco, il suo ginocchio ha perso sia il rivestimento che fa scorrere le ossa sia l'ammortizzatore che distribuisce i carichi. Il rientro dipende quindi dalla capacità dei muscoli di assorbire l'impatto al posto dell'articolazione, ed è proprio su questo che lui e lo staff dell'Udinese hanno lavorato per mesi, fino a riportarlo a correre, cambiare direzione e calciare in campo. A favore di un ritorno pesano diversi elementi: una progressione costante negli ultimi diciotto mesi, un giocatore che prima si fermava due giorni dopo ogni seduta e ora regge allenamenti quotidiani, uno staff di alto livello, una motivazione fuori dal comune e il precedente di Schuurs, rientrato dopo 1.043 giorni. Contro pesano altri fattori. La letteratura indica che dopo un'infezione successiva alla ricostruzione del crociato torna allo sport circa la metà dei pazienti, contro tre su quattro nei casi senza complicanze, e solo una minoranza torna al livello precedente. Quei dati riguardano per lo più sportivi amatoriali con danni molto meno estesi. Soprattutto manca ancora la prova decisiva: l'allenamento di squadra, con contrasti, accelerazioni ripetute e ritmi imposti, cioè le sollecitazioni che nel 2023 facevano gonfiare il ginocchio e fermavano tutto. Per questo stimo una probabilità del 35–45% che disputi almeno una partita ufficiale entro giugno 2027, più verosimilmente tra gennaio e aprile, dopo due o tre mesi di carichi collettivi tollerati senza versamenti. Scende al 10–15% la possibilità di un ruolo continuativo, perché servirebbero settimane di stress ripetuto su un'articolazione che non ha più riserve. Resta sotto il 5% quella di rivedere il Deulofeu del 2022: esplosività e dribbling nello stretto sono esattamente i gesti che un ginocchio senza cartilagine tollera peggio. Resta infine un rischio che va oltre lo sport: ogni carico agonistico accelera verosimilmente l'usura dell'articolazione e potrebbe anticipare la protesi."

Percentuali che però lasciano il tempo che trovano quando si parla di un campione come Deulofeu, che, sostenuto dall'affetto della famiglia e dei tifosi, un mattoncino alla volta costruirà quello che potrà essere definito un vero e proprio miracolo sportivo.

Disclaimer: questa analisi è stata generata da un sistema di intelligenza artificiale (Claude, di Anthropic) sulla base di sole fonti pubbliche: articoli di stampa, interviste e letteratura scientifica. Non si basa su referti, esami o visite del giocatore. Le percentuali sono stime indicative, non previsioni certe, e non costituiscono un parere medico. Per una valutazione clinica fanno fede esclusivamente gli specialisti che seguono il paziente.

Sezione: Focus / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 17:00
Autore: Andrea Bigetti
vedi letture