L'attesa è sempre più alta per assistere domani sera, sabato 8 agosto, alla prima edizione della Friuli Venezia Giulia Cup dove l'Udinese affronterà in un triangolare da 45 minuti match il Barcellona e il Nottingham Forrest. Impossibile non ricordarsi dei momenti magici vissuti dai bianconeri in Champions League nel 2005 e le due super sfide contro i blaugrana, dove Felipe è stato uno dei protagonisti al Camp Nou dove è stato capace di segnare la rete del provvisorio 1-1, anche se poi la gara terminò 4-1 in favore degli spagnoli. L'ex difensore dell'Udinese è tornato a parlare di quelle due sfide e ha riaperto il libro dei ricordi.

Il gol di Felipe al Camp Nou e le sfide contro il Barcellona

Felipe Dal Bello non può dimenticare le emozioni vissute in quel lontano 27 settembre 2005, quando l'Udinese affrontò il Barcellona in una gara che, nonostante la sconfitta, rimarrà sempre nella storia bianconera. L'ex difensore ha raccontato le emozioni provate in quelle due sfide nell'intervista rilasciata a Il Messaggero Veneto, dove ha ricordato il gol segnato al Camp Nou:

"Il tragitto dall’hotel allo stadio non lo ricordo, ho bene in mente, invece, l’ingresso in campo per il riscaldamento. Tribune altissime, stadio pieno ma silenzioso. Si sentivano solo i 4 mila arrivati da Udine che però non si vedevano perché sotto il loro settore c’erano i fari che accecavano. Fu una bella botta dal punto di vista emotivo, ma essendo giovane ero anche un po’ inconsapevole di quello che stavo vivendo, cercavo di fare lo spavaldo. Ricordo che segnarono prima loro con Ronaldhino e poi noi riuscimmo a pareggiare con cross di Barreto e io che calcio di sinistro. Appena vedo la palla in rete non so cosa fare, mi metto a correre, vorrei incrociare lo sguardo di mio padre in tribuna, ma non so dov’è seduto. Alla fine vengo abbracciato da Natali. Rivedendolo è stato un gran gol perché ho calciato al volo con il collo, non d'interno".

Un Barcellona troppo forte che si impose all'andata 4-1 e anche al ritorno 2-0. Felipe ripercorre quel girone e non nasconde un pizzico di amarezza per l'esito finale con l'eliminazione all'ultima giornata:

"Il Barcellona era uno squadrone, non a caso vinse quella Champions. Era all’inizio di un grande ciclo, un po’ come oggi. Il Barça è una società che non si ferma mai, che si evolve. Fecero due gol su punizione e uno su rigore. Ricordo il dialogo tra Ronaldinho e Deco prima del piazzato del 3-1: il portoghese chiese il permesso di calciare e fece gol. A inizio ripresa restammo in dieci, il 4-1 arrivò all’ultimo minuto, fallo in area mio su Ronaldinho che segnò una tripletta. Anche al ritorno le emozioni non mancarono perché, dopo il sorteggio dei gironi, mai avremmo immaginato di trovarci a una gara dalla fine con la possibilità di qualificarci facendo un punto. Disputammo un gran girone, sei punti con il Panathinaikos, uno con il Werder Brema. Purtorppo io non giocai il ritorno contro il Barcellona; feci di tutto per recuperare, ma non fu possibile. Fu molto frustrante e i rimpianti ci sono ancora perchè Il Barcellona si era presentato a Udine senza molti titolari. Messi, che giocava con la maglia numero 30, nel ritorno rimase in panchina, del tridente titolare non c’era nessuno. Siamo arrivati a cinque minuti da un risultato storico che avrebbe reso ancora più prestigiosa la storia dell’Udinese. Negli ottavi di finale avremmo affrontato il Chelsea. Fu doloroso, ma mi servì da lezione di cui ho fatto tesoro".

Felipe racconta anche un'anedotto pre e post gara di ritorno contro il Barcellona:

"Non essendo convocato, andai con il mio procuratore Mino Raiola all’Astoria nel ritiro del Barça. Lui doveva parlare con Ten Cate, il tecnico olandese del Barcellona che sostituiva Rijkaard. Quando a fine partita mi riconobbe nel tunnel degli spogliatoi mi disse: “Stupidi, perché siete venuti tutti in avanti ad attaccare? Noi eravamo lì tranquilli che ci passavamo la palla”. I rimpianti restano ancora oggi".

Felipe e la maglietta da scambiare con Ronaldinho

Fra i vari ricordi di quelle due sfide indimenticabili, Felipe racconta anche di un episodio particolare che gli capitò con la stella Ronaldinho, dove non ebbe modo di scambiare la maglietta:

"Sì, dovevo scambiare la maglietta con Ronaldinho, ma mi disse che a inizio partita l’aveva già promessa a Cosmi. Mi assicurò che me l’avrebbe data al ritorno, ma poi lui a Udine non venne a giocare e io restai fuori perché infortunato". 

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Sezione: Gli ex / Data: Ven 07 agosto 2026 alle 12:00
Patrick Pignolo
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Patrick Pignolo
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