Il mese di settembre per Sebastiano Esposito è davvero da ricordare e impossibile da scordarsi per lui. Dopo l'ottimo inizio di stagione con la maglia del Sassuolo, dove ha trovato la via della rete contro la Juventus nella bella vittoria 3-2 dei neroverdi, l'attaccante è stato convocato per la prima volta da Roberto Mancini per il raduno e gli impegni di Nations League e chissà se ci potrebbe essere anche il debutto con la maglia azzurra.

Le prime parole di Sebastiano Esposito con l'Italia

Sebastiano Esposito ha conquistato la prima convocazione assoluta in Nazionale Italiana e il classe 2002 ha rilasciato un'intervista a Vivo Azzurro TV per parlare di sé, della sua famiglia, del rapporto con i fratelli Pio e Salvatore, oltre che degli impegni di Nations League imminenti:

"Cosa ci ha detto Mancini? Di godercela. In generale venire in Nazionale è strepitoso e a volte fatichi a godertela per le emozioni che provi. Farlo con tuo fratello è ancora più bello, ci ha dato suggerimenti di campo per rendere meglio".

Il primo match di Nations sarà all'Olimpico contro il Belgio

"Sicuramente aiuta, per come viviamo il calcio in Italia. Sarà un'emozione ancora più bella, ma a prescindere da casa o fuori ci teniamo a fare benissimo e cercheremo di portare a casa punti".

Battesimo azzurro con una prova di canto

"I primi quattro sono andati malissimo, ho pensato di fare il quinto così non potevo fare peggio di loro".

Per il suo percorso, è stato fondamentale il percorso in Under 21

"Fondamentale e bellissimo. Per capire ancora di più l'importanza della nazionale, non che ce ne fosse bisogno, però entrare nel giro e iniziare a fare competizione. Io ho fatto un Europeo Under 17 e ho perso una finale: qui da piccolo ti insegnano gli onori e gli oneri della Nazionale. Capirlo da piccoli ti porta avanti, verso la vita e lo stemma che stai indossando. Emozione sicuramente diversa, anche se di tornei con l'Inter ne abbiamo fatti entrambi (si riferisce al fratello Pio) e siamo stati fortunati sotto questo aspetto. Rappresentare la tua Nazione però è tutt'altra cosa".

Il fratello minore Pio e un aneddoto curioso

"Da piccolo lo mettevamo sempre in porta: era basso, facevamo un po' di nonnismo io e Salvatore. L'avevamo quasi convinto a fare il portiere. Menomale che non è successo".

Il legame con le sue orgini e la sua famiglia

"Per noi è un orgoglio venire da Castellammare. Abbiamo visto e girato tante città belle, soprattutto anche all'estero. Ma rimane la città più bella del mondo, alla quale siamo più legati. Ogni volta che possiamo tornare, lo facciamo. E aiutiamo le persone di lì. Siamo fortunati. Grazie alla nostra famiglia, brava a costruire e a rendere più forte tra noi. Non ci sono mai stati litigi, però siamo sempre stati molto legati tra di noi. Un legame costruito sulla base dell'amore. Ma quando Pio sbaglia un gol prendiamo in giro. E capita spesso (ride, ndr)".

Il campo del rione Cicerone, dove andava con il fratello Pio, è stato rivalutato e sistemato

"Prima di venire qua siamo stati a Cicerone e Pio non si ricordava il campetto prima: era in cemento. Io avevo 4-5 anni, lui 2, e il Comune l'ha rifatto. Con il passare degli anni si è rovinato, nessuno l'ha voluto rimettere a posto, ma per noi è stata la nostra infanzia. Tutti i momenti e i minuti della nostra infanzia li abbiamo passati lì dentro. Tornavamo da scuola, calcio, mamma urlava. Noi avevamo e abbiamo questa passione. Il campetto ci ha aiutato tantissimo. Vogliamo riportare i ragazzi sulla retta via, oggi è facile prendere la brutta strada. Il campetto come sfogo. I bambini giocano insieme a noi. Se vediamo un pallone, ci buttiamo dentro. Poi è stato fatto bene il campo".

Le sensazioni verso i quattro impegni di Nations League

"L'emozione è tanta, non vediamo l'ora di arrivare a venerdì. Vogliamo affrontare questa emozione e abbiamo la fortuna di avere entrambi un pizzico di incoscienza".

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Sezione: Notizie / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 15:25
Patrick Pignolo
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