Il ko di Verona ha evidenziato qualcosa di buono. L'Udinese si vede che ha sua un'idea di gioco, una sua chiara identità. E' quella che avevamo visto e che ci aveva convinti, nel periodo post lockdown. Manca ancora una volta, invece, il gol. Perché costruire senza poi capitalizzare vale poco o nulla. I bianconeri in porta ci arrivano, anche più volte, ma poi non la buttano dentro. Ieri contro il Verona si è sprecato tanto, pagando alla fine un prezzo altissimo. L'hanno vinta gli scaligeri, con una zampata (tra l'altro di Favilli, reminiscenza di qualche mercato fa), quella che a noi è mancata. 

Desta preoccupazione Okaka, da uomo leader a corpo estraneo, meno Lasagna, che ha sì divorato un paio di occasioni colossali (esiste anche il tiro di precisione, non solo quello di potenza) ma almeno ha dimostrato di esserci. La coppia funziona ad intermittenza, non riuscendo a dare quella coninuità in termini di gol che servirebbe per far fare a questa squadra un salto di qualità.

Servirebbe una punta, dicono in molti. Sul mercato, però, di numeri 9 capaci di andare in doppia cifra con regolarità non ce ne sono nemmeno per le big. Io rimpasterei il modulo offensivo. Con l'arrivo di Pereyra (sarà ufficiale a brevissimo), fossi in Gotti, disegnerei un 3-4-3, con De Paul e il Tucu alle spalle di un'unica punta, che potrebbe essere anche Lasagna. Il tridente, cosa che a Udine ormai non si vede praticamente da una decade, potrebbe dare una spinta maggiore all'attacco. Il mister ci pensa, per me potrebbe essere la chiave di volta.

In attesa di cambi radicali l'Udinese ha già mercoledì l'occasione di cancellare il primo passo falso della stagione. Il calendario aiuta immediatamente i bianconeri nel recupero casalingo contro lo Spezia. Nel match di recupero i bianconeri dovranno affidarsi ancora una volta Rodrigo De Paul. L'uomo mercato è rimasto, le sue qualità saranno fondamentali per poter tornare a sorridere.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 28 settembre 2020 alle 16:11
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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