Si è tenuta oggi, mercoledì 29 luglio, dalle ore 18.00 la conferenza stampa nella sede della FIGC e sono stati presentati ufficialmente Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico dell'Italia e Claudio Ranieri come Direttore Tecnico e pure presidente del Club Italia (CLICCA QUI PER LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE). Tante domande e tanti temi toccati, dove l'obiettivo primario è quello di risollevare l'Italia e rivederla competere con le Nazionali più blasonate e far rinnamorare i tifosi alla nazionale azzurra.

Le dichiarazioni in conferenza di Ranieri

Claudio Ranieri è il nuovo Direttore Tecnico della Nazionale italiana e sa benissimo dell'importante ruolo che ricopre e ha subito messo in chiaro gli obiettivi da perseguire e da raggiungere:

"E' davvero il coronamento di una carriera. Ero al mare quando il presidente mi ha chiamato e non ho avuto dubbi nell'accettare. Il mio obiettivo è far innamorare tutti i tifosi della maglia azzurra e di realizzare il sogno di tutti quei bambini e ragazzi, come mio nipote di 12 anni, che non hanno mai visto l'Italia al Mondiale. C'è da lavorare, è difficile parlare di un lasso temporale. Roberto si occuperà del campo, io di cosa succede al di fuori. A giugno mi è stato detto da un addetto ai lavori che i bambini pagano troppo per giocare a calcio, questo non può succedere. Non possiamo permetterci in questo periodo storico dove i bambini sono presi da altre distrazioni di perderli. Dobbiamo riavvicinarli al calcio abbassando i prezzi. Un mese fa ho detto che le nazionali giovanili stanno lavorando bene, ciò che è difficile è l'ultimo salto, Dobbiamo vedere come possono fare le squadre per permettere al selezionatore di avere a disposizione più calciatori. All'estero la tattica di squadra non viene esasperata come da noi, dobbiamo lavorare sulla tecnica e sulla tattica individuale, cose che i nostri giovani allenatori non fanno più perché devono vincere. È il momento di smetterla, io non credo che un ragazzino di 10-12 anni va a giocare e la prima cosa che fa è giocare le partite, questo è quello che voglio fare". 

Ranieri ha risposto anche alle domande riguardante il problema del poco spazio dato dai club ai giocatori italiani e ha parlato molto anche del tema sui giovani:

"Ci sono tanti di questi ragazzi che dovrebbero avere la possibilità di giocare. Io ricordo che tanti anni fa, forse perché c'era il blocco in Europa, per esempio c'era Boniek che era il bello di notte perché giocava solo in Europa. Non posso essere io a decidere per i club, ma bisogna dare al selezionare l'opportunità di scegliere. A qualsiasi livello gli allenatori devono vincere, non posso obbligarlo a far giocare qualcuno. Mi auguro che tutte le componenti possano permettere alle loro squadre di far giocare più italiani. Il programma per il settore giovanile, che Leonardo e Maldini ne hanno parlato, non l'ho ancora visto perché Giovanni mi ha chiamato lunedì sera, ma tutto ciò che c'è di buono è mio dovere studiarlo. Chiederò di visionare questo programma se disponibile. Secondo me la frase di Maldini sui 10 anni è stata mal intrepretata, lui intendeva che ci sono dei giovani da ristrutturare a livello tattico individuale. Una volta si giocava più in strada, oggi ci sono ragazzi che non dribblano più. Dobbiamo fare in modo che la libertà del ragazzo venga fatta esprimere senza pensare a diagonali e passaggi".

Il nuovo direttore tecnico ha discusso anche di come lavorerà al fianco di Mancini:

"Ho fatto l'allenatore fino a due anni fa. Se Roberto vorrà avere dei consigli,  io sarà felice di darglieli. Però ho tante altre cose a cui pensare in questo nuovo ruolo. Non andrò mai da Roberto a dire questo o quest'altro, se lui pensa di avere la necessità di sapere la mia opinione sarò ben felice di dargliela. Io da allenatore non andavo a chiedere al direttore sportivo le sue opinioni, ne parlavo coi miei collaboratori. Ricordo quando Mancini vinse la Premier League andai alla sua ultima partita in casa e fu bellissimo veder vincere un italiano".

Sull'esperienza vissuta nell'ultimo periodo con la Roma, Ranieri ha parlato a cuore aperto:

"Ogni volta che ho scelto col cuore non mi sono mai pentito e anche questo è il caso. Non potevo rescindere il contratto con la mia squadra del cuore o avere il doppio ruolo, perché ci sarebbero stati troppi conflitti d'interesse. Ogni esperienza ti forma, è stato un ruolo lontano dalle mia caratteristiche ma ogni esperienza è formativa e in caso porterò qualcosa anche in questa nuova avventura".

Sulla questione dei prezzi troppo alti per seguire il calcio e del ruolo della politica, Ranieri ha risposto in maneira diretta:

"Devo capire io come fare ad abbassare questi prezzi, non so quanto costi una retta con il completino, fatemi avere tutte le carte e poi vedrò se potrò fare quello che voglio. Io vedo i bambini giocare in spiaggia, giocano a tutto per cui bisogna riportarli a giocare a calcio. I giocatori non si devono innamorare di nuovo, loro sono i primi a stare male per questa situazione. Chiederò un aiuto a tutti quanti, anche alla politica se dovesse servire perché è bello seguire l'Italia anche quando vince, non solo quando perde. Ne vale la nostra italianità, non possiamo andare avanti così".

Infine, immancabile la domanda su cosa ne pensa sua moglie Rosanna della sua decisione:

"Finalmente non le faccio fare un trasloco, quindi sarà contenta (ride, ndr)".

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Sezione: Notizie / Data: Mer 29 luglio 2026 alle 20:38
Patrick Pignolo
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