Roberto Mancini è ufficialmente e nuovamente il commissario tecnico dell'Italia. Nella giornata di oggi pomeriggio, mercoledì 29 luglio, si è tenuta la conferenza stampa nella Sede della FIGC, dove è stato presentato anche Claudio Ranieri come nuovo Direttore Tecnico. (CLICCA QUI PER LA CONFERENZA STAMPA INTEGRALE). La cuoristà era tanta per capire come si sarebbe ripresentato Mancini e il tecnico non si è nascosto, ammettendo i suoi errori e dimostrando di essere molto carico per questa nuova avventura che lo aspetta.

Le dichiarazioni di Roberto Mancini in conferenza

Roberto Mancini non ha voluto perdere tempo e ha voluto subito prendere parola per tornare su quanto accaduto tre anni fa e chiudere quel capitolo:

"Riguardo a quanto successo tre anni fa credo che ci sia stata mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, sono dispiaciuto perché parlandone a quattro occhi si poteva risolvere. Io sono innamorato della maglia della nazionale, è come quando perdi la donna della tua vita perché hai commesso un errore. Mi dispiace per questo, ma la sorte grazie al presidente Malagò mi permette di riscattarmi e non vedo l'ora di farlo. Ringrazio Claudio per aver declinato l'anno scorso la possibilità di essere allenatore dell'Italia(ride, ndr). Con Gravina ho avuto l'opportunità di parlare e chiarire, la responsabilità è totalmente mia. Se ci fossimo parlati in quel momento non sarebbe accaduto nulla".

Da dove ripartire e su come farlo, Mancini ha espresso molti concetti in merito:

"Dovremo cercare di ripartire da quanto fatto negli anni scorsi. Io sono l'allenatore della nazionale e quindi ci sta anche avere il tifo contro, spero che la squadra possa giocare così bene da ricevere il perdono per quanto successo tre anni fa. Il clima era più rilassato, ma quando sei ct della nazionale c'è sempre pressione. Penso che ci siano bravi giocatori giovani in Italia, bisogna solo dargli fiducia e farli giocare. In tre mesi un giovane può cambiare totalmente, se ricordate Zaniolo quando venne da noi non aveva mai giocato neanche in Serie B. Al primo raduno era in difficoltà, tre mesi dopo era un altro giocatore. Io quando sono arrivato sono stato cinque anni, che sono tanti. Questo è il mio ruolo preferito, io spero di poter vincere uno o anche due trofei importanti e spero di poter restare anche dopo".

Il Ct della Nazionale italiana ha parlato anche del settore giovanile, del tema riguardante gli stranieri in Italia e delle prospettive future:

"Contano gli uomini perché bisogna adattarsi ai giocatori a disposizione, non puoi adottare un sistema di gioco che non rientra nelle caratteristiche dei calciatori. Credo che l'Under 21, Under 20, Under 19 e Under 18 debbano avere lo stesso sistema di gioco. Quando siamo partiti ricordo il 90/95% dei giornalisti riteneva la nostra squadra la settima o ottava d'Europa. Non abbiamo mai perso in quattro anni e purtroppo la Spagna ci ha appena tolto il record. Io credo che l'Italia se arriva al Mondiale, anche se non da favorita, diventa pericolosa e una delle candidate. Cercheremo di costruire una squadra il prima possibile, l'obiettivo è qualificarci all'Europeo e poi penseremo al Mondiale. La percentuale mi sembra più o meno la stessa di 4-5 anni fa. È logico che la speranza è che giochino più italiani, magari nelle giovanili possiamo pensare di far giocare i giovani con i ragazzi più grandi. Se poi gli italiani vanno all'estero per noi è importante. Se il Mondiale mi ha dato degli spunti? Sì, Vedere le altre partite e certe squadre ti dà sempre spunti tattici. Vedremo con i ragazzi da dove ripartiremo, sicuramente la base sarà quella perché così avremo uno spirito offensivo. Essere sempre propositivi e cercare di vincere tutte le partite è la cosa più importante. Affrontare l'Italia non è mai semplice".

Mancini ha risposto anche alle domande sui calciatori d'esperienza che sembrano mancare, sulla questione del centravanti che tiene sempre banco e sulle possibilità di vedere crescere alcuni giocatori a livello di star mondiali come Bellingham:

"Sicuramente Bonucci e Chiellini sono stati molto importanti. È pur vero che Jorginho e Verratti non avevano mai giocato insieme perché ritenuti troppo piccoli. Credo che siano giocatori bravi, giovani e tecnici, poi troveremo anche i Chiellini e Bonucci che potranno essere chiocce per i giovani. Qualche anno fa dissì che potenzialmente 4/5 giocatori italiani avrebbero potuto essere a livello di Bellingham, lui è andato al Real Madrid e credo sia migliorato, ma credo anche i nostri possano crescere. Se dovessimo trovare calciatori come fatto con Retegui o come fanno anche altre nazionali penso che lo faremo. Sull'attacco, spero che i nuovi ragazzi facciano gli stessi gol che ha fatto Immobile in Serie A. Pio Esposito e Kean sono più giovani, Kean l'ho fatto esordire io e lo conosco molto bene. Non penso che siamo messi così male in attacco. Sono stato l'ultimo a fare gli stage? Chi fa il Ct sa che ha dei problemi, ma non ce li ho solo io. Noi siamo riusciti a fare lo stage ma convocammo solo giocatori che giocano oggi nell'under 21. Convocammo 50 ragazzi molto giovani, erano giocatori che non giocavano e ci siamo portati avanti col lavoro".

Il bilancio dei suoi precedenti cinque anni e cosa si aspetta in futuro dal sistema calcio italiano:

"Dipende come si guarda il mio bialncio generale con l'italia perché noi abbiamo vinto un Europeo che ci mancava da quasi 60 anni ed è stato un momento meraviglioso, per quattro anni non abbiamo mai perso e questo è straordinario. Siamo stati sfortunati in due episodi e bastava un rigore tra Basilea e Roma, ma il calcio è questo e può portare a grandi delusioni. Le cose possono anche ripetersi. Il nostro obiettivo è far ripartire subito la nazionale e vincere, perché nel mondo del calcio è questo che conta. Io spero solo che possano giocare più italiani possibili così da migliorare e renderli grandi giocatori, perché le qualità le hanno".

Infine, Mancini è proiettato alle prime gare di Nations League e ha tracciato la via da seguire

"I gironi di Nations League sono tutti formati da grandi nazionali, saranno partite importanti. Non vediamo l'ora di confrontarci con le altre squadre e valuteremo subito la nostra forza e dove dovremo migliorarci". 

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Sezione: Notizie / Data: Mer 29 luglio 2026 alle 21:02
Patrick Pignolo
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