È stato un 2020 meno incisivo del solito per i cuori friulani quello che va a concludersi oggi. L'Udinese non ha sofferto molto per raggiungere la salvezza nella seconda metà della stagione 2019/2020 e in questi primi mesi di quella 2020/2021 sono arrivati 15 punti. Nulla di entusiasmante, ma neanche nulla di drammatico. Potremmo dire meglio del solito ed in effetti è così. Questo anno solare si è chiuso con 42 punti fatti, un bottino da salvezza senza patemi e le belle notizie ci sono comunque state. Una su tutte il fatto che per tutti e 12 i mesi in panchina ci sia stato un allenatore solo, ovvero Luca Gotti. Può piacere o non piacere, visto che il suo atteggiamento in campo e il fatto che per molto tempo abbia tentennato nel firmare il contratto da primo allenatore qualche critica l'hanno causata, però è un fatto che sia riuscito a mantenere saldo il timone in una piazza che aveva visto un susseguirsi impressionante di tecnici in panchina con scarsi risultati.

Sono stati diversi gli elementi cresciuti (finalmente) in questo 2020, da De Paul a Fofana, passando per Musso e Pussetto, una squadra che, anche se in numero decisamente minore rispetto agli anni d'oro, sta vedendo di nuovo sbocciare qualche talento. La perla più emozionante, credo a detta di praticamente tutti me compreso, è stata sicuramente la corsa a perdifiato di Fofana per la vittoria per 2-1 sulla Juventus. Sempre bello battere una big, se poi lo fai all'ultimo minuto e con una rete così è apoteosi. È stato l'anno di Rodrigo De Paul, diventato definitivamente il simbolo a suon di giocate (e dichiarazioni) che hanno portato l'Udinese a raccogliere i punti fatti. Il prossimo mercato estivo sarà suo. Musso continua a donare parate di pregevole fattura, anche se ultimamente è un po' appannato, ma sono cose che capitano. I friulani si stanno riassestando, si stanno provando nuove soluzioni tattiche, si sta cercando di ricostruire uno scheletro su cui innestare i giovani, non è un processo facile, ma una piccola luce in fondo al tunnel si inizia a intravedere, sperando non sia illusoria. Gotti in panchina, elementi che diventano subito importanti appena scesi in campo come Pussetto e Bonifazi, non è ancora una squadra che accontenta tutti, ma forse ci stiamo, lemmi lemmi, ritrovando.

Ora c'è il 2021, un anno che potrebbe portare un altro passo in avanti. Questo mercato ci ha regalato colpi come il ritorno di Pereyra (definitivo) e di Pussetto, e l'arrivo di un campione come Deulofeu (senza contare innesti come il promettente Makengo e il sopracitato Bonifazi), che ovviamente divide per il suo stato di forma, ma che ha in canna colpi che probabilmente ha solo De Paul in questa squadra. Sta crescendo, spogliando i panni del giornalista per una frase sola sono convinto che possa diventare un elemento chiave nel girone di ritorno al fianco di Nacho. Senza nulla togliere a Okaka e Nestorovski, due elementi che hanno dimostrato sempre di poter essere funzionali, anche se chiaramente i numeri dicono che forse in attacco la società poteva fare ancora qualcosa, ma la rosa sembra già competitiva così (se gira).

E Lasagna? Sarà l'anno in cui dovrà decidere cosa fare. L'autunno-inverno per lui è stato deludente, il mercato sferza, vedremo se resterà a Udine o se andrà altrove, se resterà dovrà dimostrare una volta per tutte che la fiducia di addetti ai lavori e del ct Mancini è meritata, ritrovando cattiveria e gol. Non sarà un anno facile (si parte subito con la Juventus) ma le basi sono ancora più solide rispetto agli altri anni, vedremo se sarà un fuoco di paglia o se finalmente sarà data una sferzata a un percorso che è stato molto triste negli ultimi anni. Per una volta mi sento ottimista sui risultati che potrebbero arrivare, ma ovviamente saranno spogliatoio e rettangolo verde a dare la loro sentenza.

Sezione: Focus / Data: Gio 31 dicembre 2020 alle 18:12
Autore: Davide Marchiol
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