Per scrivere propriamente della gara di ieri, mi sono fatto una scorpacciata di commenti nazionali. Così, tanto per.

Ci ho capito ancora meno.

A cominciare, ieri sera, da quel commentatore rosssonero, onusto d'anni ed esperienze; uno che vive di Milan da anni, il quale sosteneva la fortuna della squadra di Gotti e la iella della propria, priva di alcuni titolari in campo. E vorrebbe più assistenza da parte degli dei del calcio. Supportato dal direttore della rete, che porta ad esempio l'infortunio a Tonali. Uno che, qualche mese fa (quando il Milan vinceva comunque e dovunque), gli stessi 'comintern' milanisti preferivano vedere in panca.

Gli faceva eco un collega più giovane, stessa fede, che dice che in fondo l'Udinese non tira mai in porta perché la rete è un infortunio loro, e il Milan era fatto da ragazzini.

Ragazzini... Romagnoli, Kjaer, Donnarumma, Castillejo, Théo, Rebic, Diaz-ex-Reàl... Continuo?

E oggi un noto giornalista toscano, ad una radio che parla di sport, che adombrava la presenza di un braccio galeotto sulla rete di Becao. Una cosa che ha visto solo lui.

E tutto contro squadre come l'Udinese. Che fuori ha Forestieri, Pussetto, Deulofeu, Ouwejan ma non si lamenta perché da queste parti non viviamo di calcio ma ci divertiamo a commentarlo.

E tutto questo dopo l'ennesimo (netto) rigore a favore.

E tutto questo dimenticando che l'Udinese ha giocato un quarto d'ora in dieci contro undici, e che forse anche la loro rete è un infortunio di Larsen. E che Nestorovski ha fallito una rete che non si può sbagliare nemmeno giocando contro la Nazionale Cantanti.

Io penso sia necessario invece analizzare freddamente la gara. E dire che l'Udinese ha peccato d'inesperienza e frettolosità. Specie quando si butta via la palla a poche decine di secondi dalla fine, invece che controllarla. E si concede palla all'avversaria invece di commettere fallo a centrocampo, dove la gara si sarebbe conclusa.

Inutile sottolineare l'errore di Jens. È una brava persona, rifiuto recisamente il retropensiero di chi ha accostato la foto del suo fallo di mano ad un'espressione sorridente con Pioli. Suvvia, il 'momento del mona' tocca a tutti.

E io, che non sono un professionista dell'amore né del calcio, al posto di Samir mi sarei posizionato in alto a sinistra, come ai tempi eroici. Fosse rimasto lì non avremmo subìto lo sterile serrate rossonero. Ognuno fa quel che si sente, lasciamola 'lì'.

Peccato: Gotti alla fine l'aveva indovinata. Ha un bel dire Pioli che la sua squadra ha dominato la gara. Se dominare significa ruminare nella propria metà campo senza tirare in porta mai, allora siamo d'accordo.

Invece dalla mezz'ora del primo tempo a tutto il secondo inoltrato la Piolese ci ha capito pochissimo, tendente al nulla. La danza 'menata' da Arslan finché gli ha retto la pompa, i chilometri percorsi da Nahuel Molina sulla fascia, la quasi totale impenetrabilità della trimurti difensiva. E un Deulofeu in campo avrebbe reso la gara assolutamente differente, anche se in tutta onestà alcuni recuperi difensivi del macedone sono stati ammirevoli. Ma come da fanfare e sirene nazionali nessuno ha diritto di parlare di infortunati ed assenti tranne la 'Pravda' rossonera.

Siamo onesti: alla fine mastichiamo amaro per un punto che due ore prima della partita avrebbero firmato tutti. Quando l'Udinese riuscirà a percorrere i centimetri che la dividono dal cinismo che completerebbe il bagaglio bianconero, forse questo organico (con qualche revisione) potrebbe, finalmente, dare meritate soddisfazioni a chi se ne frega dei colori delle cosiddette grandi squadre.

Come il tipo che ha voluto rendere nota a tutti la propria frustrazione su un canale sociale, mettendo in vendita (provocazione) le magliette rossonere ed annunciando che odia Udine. Io invece uno così non lo odio, mi spiace (per citare il sergente maggiore Hartman) che qualche anno fa forse non abbia ricevuto tutto l'affetto che si sarebbe meritato. Va così.

Va così: e nessuno, sulle moviole nazionali (anzi!) che abbia stigmatizzato il calcio di Rebic a Becao, che avrebbe potuto provocargli danni ben peggiori. A maglie invertite sarebbero partite interrogazioni parlamentari, quelle che sostengono come le squadre tipo Udinese dovrebbero giocare più aperte e commettere meno falli per favorire lo spettacolo.

Il loro.

Abbraccio Gotti, che ieri ha disputato una gara molto migliore del pari grado rossonero. Il quale, forse, si è un po' troppo calato nel ruolo di 'grande allenatore' e una gara apparentemente facile l'ha preparata modestamente.

Apparentemente facile: segnare a questa Udinese non è gioco così semplice. La formazione dell'adriese ha trovato un suo equilibrio, che secondo me si completerebbe con un duetto offensivo Llorente-Deulofeu. A 29 punti, in ogni caso, si respira aria più fina di quella, mefitica, toccataci troppo spesso negli ultimi sei anni. Basterà tenere barra a dritta e puntare il decimo posto, quel che tocca dietro non riguarderà i bianconeri.

Ad iniziare da sabato prossimo, quando al Friuli nel tardo pomeriggio scenderà in campo la formazione di De Zerbi. Due facce neroverdi: una fase offensiva straordinaria, una difesa molto rivedibile.

Sarà una bella partita? Non lo so. Di certo con lo stadio vuoto restano sempre partite a metà.

Ultimo paragrafo usato per ragioni personali: auguri al Gallo Brasiliano, al più grande giocatore sceso in Friuli nell'era moderna. E un saluto ad un ragazzo di straordinarie doti umane che proprio a Udine, tre anni fa, salutò questa valle di lacrime.

Sezione: Editoriale / Data: Gio 04 marzo 2021 alle 22:31
Autore: Franco Canciani
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