Doppi tanti campionati disputati da giocatore della Dinamo, Siro Braidot quest'anno ha vissuto il primo dall'altra parte del parquet. Diventato Team Manager dopo aver dato l'addio al basket giocato al termine della scorsa stagione, Siro ha comunque potuto sperimentare emozioni ugualmente forti e intense anche se da dirigente.

Un anno vissuto comunque intensamente: “Vi posso assicurare che certi brividi lungo la pelle e nei battiti del cuore sono stati davvero molto simili a quelli da giocatore. Vuoi perché è la stessa natura della Dinamo che una volta entrato non ti lascia più, vuoi per l’incredibile risposta che Gorizia e l’intero territorio hanno dato al nostro ritorno in città e al Palazzetto. Come ti dissi un anno fa nel momento in cui divenne ufficiale il mio ritiro dal basket agonistico, non avrò mai rimpianti perché ero sicuro di poter vivere certe situazioni sempre alla Dinamo e sempre in prima persona soltanto con un ruolo diverso. Anzi, per certi aspetti l’atmosfera e il clima creatisi al PalaBigot nel corso dei mesi ho potuto apprezzarli in maniera diversificata rispetto alla sola trance agonistica e al furore da giocatore. Pur vivendo assolutamente in simbiosi allo staff tecnico e ai ragazzi ogni singolo frammento di ogni singola partita. Ma con un visuale a 360° non posso che ribadire il concetto di quanto sia stato incredibile rivedere il palazzetto di Gorizia gremito e performante”.



Performante come il cammino della Dinamo: “Non siamo mai scesi dal podio durante l’intera stagione regolare. Questo è un dato di fatto che rende merito e onore a coach Tomasi e al gruppo, capaci di reagire subito nei momenti di difficoltà che nell’arco di una stagione sono endemici. Devono e dobbiamo essere orgogliosi del percorso considerato che per la Dinamo è stato appena il secondo anno in una categoria di respiro nazionale. La seconda esperienza che è servita a strutturarci meglio a ogni livello per rimanere competitivi. Non sono del tutto sorpreso per i risultati ottenuti come squadra, arrivata a giocarsi l’ingresso in semifinale contro Pizzighettone che ora sta disputando la finale. La scorsa estate nel costruirla un occhio di riguardo è stato dato anche al fattore umano che, in un ambiente assolutamente sui generis come quello della Dinamo, ha un peso rilevante. Quindi bravi giocatori e per lo più giovani ma anche persone con tanto cuore, capaci di entrare in sintonia con un mondo che ti dà tutto e ti trascina. Ma in cambio chiede un impegno totale quando scendi sul parquet”.

E infine su Andrea Colli, che ha dato l'addio al basket giocato al termine di questa stagione: “Prima di farlo ha disputato da vero Capitano una stagione sublime. Sia in campo che in spogliatoio dove è stato fondamentale nell’infondere al gruppo lo spirito e i valori della Dinamo. Senza rinunciare a essere il “Guascone” che è. Per Andrea non ci sono più davvero parole e aggettivi ma come il sottoscritto continuerà a essere al fianco della Dinamo con un ruolo ben definito. Sono altrettanto convinto che il suo messaggio e il suo esempio siano stati recepiti dai ragazzi e che per questo dobbiamo pensare positivo. La Dinamo continuerà a crescere senza perdere il suo caratteristico Dna. Intanto grazie Andrea per le sfide che abbiamo affrontato assieme e per quelle che affronteremo al di fuori del parquet: sempre qui e sempre alla Dinamo”.

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Sezione: Basket / Data: Sab 13 giugno 2026 alle 08:45
Autore: Stefania Demasi
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