Ventitré, ventiquattro, venticinque milioni di euro. È questa la valutazione che l’Udinese fa di Oumar Solet. Una cifra che, guardando il mercato dei difensori degli ultimi anni, non sembra affatto esagerata. Anzi, per molti addetti ai lavori rappresenta quasi un’occasione.
Perché il centrale francese non è più una promessa. A 26 anni, il classe 2000 è entrato nella piena maturità calcistica. Ha già accumulato esperienza internazionale, ha giocato la Champions League con il Salisburgo e nell’ultima stagione ha dimostrato di poter essere uno dei migliori difensori della Serie A. I numeri parlano da soli: 35 presenze, 3 gol e un assist, ma soprattutto una sensazione costante di superiorità fisica e tecnica nei confronti degli avversari. Solet è uno di quei difensori moderni che ormai tutti cercano e che pochi riescono a trovare.
Fisicamente dominante, veloce negli spazi aperti, forte nel gioco aereo, aggressivo nell’uno contro uno. Ma non solo. Il francese possiede anche qualità tecniche non comuni per un centrale difensivo. Sa impostare l’azione, rompere le linee palla al piede, uscire dalla pressione e accompagnare la manovra offensiva. In pratica tutto ciò che oggi viene richiesto a un difensore di alto livello. Per questo motivo sorprende fino a un certo punto che l’Inter abbia deciso di puntare con forza su di lui. Cristian Chivu lo considera uno dei rinforzi ideali per la nuova difesa nerazzurra e da settimane Marotta e Ausilio lavorano per trovare la formula giusta con l’Udinese.
Il problema, semmai, è che le valutazioni delle due società non coincidono perfettamente. L’Inter vorrebbe abbassare il prezzo dell’operazione e difficilmente vorrebbe superare la soglia dei 20 milioni di euro. Da Udine, invece, la risposta è sempre la stessa: Solet vale di più. E, numeri alla mano, è difficile dare torto ai dirigenti bianconeri. Basta guardare quanto sono stati pagati negli ultimi anni difensori con caratteristiche simili, spesso meno completi o meno pronti del francese. A 23-25 milioni Solet rappresenta probabilmente uno dei migliori rapporti qualità-prezzo presenti oggi sul mercato europeo.
L’Udinese, come da tradizione, non ha alcuna intenzione di svendere i propri gioielli. Potrebbe eventualmente venire incontro alle esigenze dell’Inter attraverso una formula diversa, magari con un prestito particolarmente oneroso, attorno ai 6,5 milioni di euro, accompagnato da un obbligo di riscatto. Ma sul valore complessivo dell’operazione difficilmente ci saranno grandi sconti. Anche perché il tempo gioca a favore dei friulani. L’Inter è in pole, ma non è l’unica società interessata. Sullo sfondo restano altre piste italiane ed estere che potrebbero entrare concretamente in corsa e contribuire a far salire ulteriormente il prezzo del cartellino.
Per questo motivo chi vuole Solet farebbe bene a muoversi rapidamente. Nel mercato attuale trovare un difensore con le sue caratteristiche, nel pieno della carriera e con margini di crescita ancora importanti, a queste cifre è sempre più raro. Per l’Udinese, comunque vada, sarà l’ennesima operazione da manuale. Solet era arrivato in Friuli da svincolato, quasi una scommessa. Oggi è pronto a trasformarsi in una plusvalenza straordinaria. L’ennesimo capolavoro di una società che da oltre trent’anni continua a dimostrare di saper riconoscere il talento prima degli altri.
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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