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Alta tensione: o si vince o sono guai

Alta tensione: o si vince o sono guai

Tensione a mille, lo si è percepito ieri in sala stampa. In casa Udinese c'è qualcosa che non va e il nervosismo, in vista della sfida di questa sera contro l'Hellas Verona, è tantissimo. "Il calcio è una...

Stefano Pontoni

Tensione a mille, lo si è percepito ieri in sala stampa. In casa Udinese c'è qualcosa che non va e il nervosismo, in vista della sfida di questa sera contro l'Hellas Verona, è tantissimo. "Il calcio è una merda", ha esordito così mister Tudor. Parole dure, che testimoniano un senso di malessere dovuto a tre, forse inaspettate, sconfitte. 

Se quello di Milano era preventivabile, i ko interni contro Parma e Brescia sono state due sorprese negative che hanno scosso, e non poco, il palazzo. Diverse, per come sono arrivate. Dalla prima sconfitta siamo usciti a testa alta, consci di averla buttata via. Perché contro i ducali l'Udinese, nei primi 45', aveva dominato. Opposte le sensazioni post Brescia. Una partita che ricorda le peggiori parentesi delle passate stagioni, una partita non giocata e, al contrario di quanto pensa il nostro tecnico, meritatamente persa. 

Non ci sono alibi, a mancare non è stato soltanto il risultato ma soprattutto la prestazione. Il tifoso friulano non pretende altro, vuole che chi va in campo dia tutto per la maglia. Così non è stato e per questo la frustrazione è tanta. Nessuno vuole rivivere le ultime nefande stagioni.

Si vocifera che nel post partita siano volate le borse in spogliatoio. Un duro confronto tra squadra, allenatore e dirigenti durato un'ora. Giusto così, i panni sporchi si lavano in casa e ben vengano queste litigate se poi si ricomincia da capo. Altre voci ci raccontano di un acceso diverbio tra Marino e Tudor, un vero e proprio scontro. Rapporto incrinato? Non lo sappiamo, certo è che il digì bianconero è uno tosto ed è stato messo lì apposta per far rigare dritta la squadra. E nelle sue mansioni dare una strigliata ad un gruppo che continua, anno dopo anno, a ricadere negli stessi errori. 

Fortunatamente il calendario ci mette di fronte subito l'occasione del riscatto, a Verona. Il derby del Trivenento diventa cruciale per tutti, Tudor in primis. Uscire dal Bentegodi senza punti metterebbe in una bruttissima posizione Tudor. Qualcuno dice che il suo destino sia già segnato e che, in caso di sconfitta, sia già pronto il sostituto. Sinceramente, dopo anni di esoneri a ripetizione, non ci voglio pensare.

Voglio pensare solo al campo e alla prestazione che questa sera l'Udinese dovrà mostrare a tutti i costi. Perché, al contrario di come la pensano molti, sono convinto che quest'anno qualche qualità ci sia. Non siamo quelli del passato, almeno sulla carta.