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Tanta sofferenza, due gol pesantissimi e ancora una gran vittoria. Diaw come Ibra

Tanta sofferenza, due gol pesantissimi e ancora una gran vittoria. Diaw come Ibra

Pordenone-Venezia. I top player si distinguono di comuni calciatori perché risolvono anche le partite più difficili. E oggi il terzetto Perisan-Diaw-Ciurria, un portiere e due attaccanti, ha ampiamente confermato di trovarsi a...

Alessandro Poli

Pordenone-Venezia. I top player si distinguono di comuni calciatori perché risolvono anche le partite più difficili. E oggi il terzetto Perisan-Diaw-Ciurria, un portiere e due attaccanti, ha ampiamente confermato di trovarsi a giocare in una categoria inferiore al loro livello. Il risultato è bugiardo e il Venezia meritava di più, ma ci pensano ancora una volta i due friulani e il fante di Sassuolo a portare i ramarri alla vittoria anche in un match faticoso e sofferto. Perisan le prende tutte, anche le più difficili, Diaw sfrutta un’ingenuità di Lezzerini e va in gol per la sesta partita consecutiva, raggiungendo un certo Zlatan Ibrahimovic, Ciurria arrotonda il punteggio, ancora con la complicità del portiere veneto, quando l’assedio del Venezia cominciava a far davvero paura. C’è dunque bisogno di aggiornare i numeri da record di questo Pordenone: tre vittorie di fila, sempre con più di un gol di scarto, sette reti segnate e nessuna subita. E i playoff mai così vicini.

Oltre ai tre già citati, su cui ormai sono finite le parole per gli elogi, bisogna oggi menzionare anche le buone prestazioni di Barison, che si riconferma dopo Salerno e argina il più pericoloso del Venezia, Francesco Forte, e Scavone, che non sbaglia un tocco ed è preziosissimo in fase difensiva. Bene anche Vogliacco e tra i subentrati Misuraca, il più propositivo. Un po’ più spenti Mallamo, che paga l’ammonizione con la sostituzione, e Calò, che non trova occasioni. Non molto bene Chrzanowski: il polacco è prezioso sull’angolo di Taugourdeau che stava per finire in rete, ma non è sempre preciso nei rilanci e rischia di concedere il rigore su Forte.

Quello che si chiedeva al Pordenone più volte in questi articoli era la maggior cattiveria sotto porta. Tante volte abbiamo visto molte azioni da gol ma poche finalizzazioni, oggi invece abbiamo visto la coppia d’attacco sfruttare al meglio le pochissime possibilità che un agguerrito Venezia ha concesso in questo scontro diretto per i playoff. Il Pordenone del 2021 (cominciato in realtà il 30 dicembre con la vittoria sulla Reggiana) è un’altra squadra rispetto a quella del 2020, non più paurosa, imprecisa e incapace di raddoppiare rimediando solo pareggi o vittorie risicate. Ora, dopo le tre vittorie nette di fila, il quater contro una squadra in difficoltà come il Cosenza è assolutamente alla portata.