Determinazione e precisione. Queste sono state le caratteristiche principali di Giuliano Giannichedda, centrocampista dell’Udinese per sei anni, dal 1995 al 2001. I numeri parlano per lui: 151 presenze e 2 reti segnate. Un simbolo della crescita della squadra bianconera nel corso degli Anni ’90. Ed il pontecorvese classe 1974, silenziosamente, senza grandi proclami, si è conquistato un posto da titolare ed è diventato un protagonista della storia di questo club. Questo suo modo di fare, schivo e timido, ma ugualmente diretto e determinato si riscontra anche parlando dell’Udinese e di cosa ha rappresentato per lui la società bianconera:
“Per me l’Udinese è una seconda casa, una seconda famiglia e, a livello sportivo, la società che mi ha permesso di crescere come uomo e come calciatore. Sono molto grato alla famiglia Pozzo ed ai friulani”.
Sei anni nella stessa città non sono un dettaglio trascurabile. È un arco di tempo importante e Giannichedda racconta cosa gli ha lasciato maggiormente a livello umano:
“Se penso all’esperienza friulana, mi viene in mente la tranquillità con cui cresci, la serietà con cui lavori. Un misto di emozioni intense, belle ed impossibili da dimenticare”.
Ovviamente, non sono mancati i momenti più piacevoli, attimi che restano impressi nella memoria e nel cuore di chi li ha vissuti. Per Giuliano, l’esperienza friulana è stata indimenticabile anche per la quantità di aspetti positivi:
“Per mia fortuna ho solo ricordi bellissimi dei sei anni passati ad Udine. Ho sempre avuto gruppi importanti e belli, oltre ad un ottimo rapporto con i tifosi. Ripensando al calcio giocato, credo che le emozioni più forti provate in campo siano state quelle vissute nella serata della partita contro l’Ajax. Un’atmosfera incredibile. Peccato per il finale”.
Scegliere di raccontare un episodio in particolare è difficile, ma c’è una soddisfazione personale che Giannichedda porta con sé:
“Non ci sono veri e propri aneddoti da ricordare, ma mi piace ricordare quando Causio mi disse della convocazione in Nazionale; io non ci credevo. Anche per questo devo ringraziare l’Udinese ed i friulani”.
L’avventura ad Udine è stata così intensa per lui da non lasciare aspetti negativi o rimorsi per gare che potevano andare in modo diverso:
“Non ho rimpianti perché sono stati 6 anni vissuti intensamente, con tantissime partite in cui ho cercato di ripagare l’affetto ricevuto”.
Ma com’era Giannichedda con gli altri componenti di quella squadra? C’era qualche compagno con cui si trovava particolarmente a proprio agio?
“Ho avuto un ottimo rapporto con tutti i compagni ed i componenti della società. Con qualche ex giocatore mi sento ancora frequentemente. Sono rimasto legato a molti di loro ed ogni tanto ci sentiamo. Fiore ed io abitiamo a 100 metri di distanza e siamo sempre insieme. Anche a livello extra-calcistico, ho tutt’ora amici che sento e vedo. Non mi resta che ringraziare il Friuli, i friulani e l’Udinese per quello che hanno fatto e quello che mi hanno dato”.
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