L’Udinese chiude il girone d’andata con una vittoria importante sul campo del Torino e con 25 punti in classifica, un bottino che profuma forte di salvezza e che, soprattutto, restituisce la sensazione di una squadra capace di fare ancora meglio. All’Olimpico Grande Torino finisce 1-2 per i bianconeri, al termine di una prestazione solida, matura e per larghi tratti autoritaria, macchiata solo da qualche minuto finale di sofferenza che ormai fa parte del copione stagionale.
Il dubbio della vigilia era chiaro: quale Udinese si sarebbe presentata a Torino? Quella brillante e intraprendente vista a sprazzi in stagione, o quella fragile e discontinua che troppe volte ha sprecato occasioni favorevoli. La risposta è arrivata già nei primi minuti. Dopo una fase iniziale di studio, sono stati i friulani a prendere in mano il pallino del gioco, mostrando personalità e idee chiare. Zaniolo, Davis e Kabasele hanno cominciato a mettere pressione alla retroguardia granata, con il difensore che ha anche trovato il gol al 18’, poi annullato per un tocco di mano dopo il controllo al VAR.
Il primo tempo si è chiuso sullo 0-0, ma con la sensazione netta che l’Udinese avrebbe meritato qualcosa in più. Okoye ha risposto presente sull’unica vera occasione del Torino, una potente incornata di Casadei, mentre dall’altra parte Zaniolo ha sprecato una chance importante calciando addosso a Paleari da posizione centrale. Nel finale di frazione anche un episodio quasi grottesco, con il portiere granata che rischia la frittata su un retropassaggio, colpendo involontariamente Davis e vedendo il pallone uscire di un soffio.
La svolta arriva nella ripresa, quando la squadra di Kosta Runjaic alza ulteriormente il livello. Il vantaggio nasce da una lettura aggressiva in ripartenza: errore del Torino in uscita, Zeroli serve Zaniolo che al 52’ non sbaglia e porta avanti i bianconeri. L’Udinese non si accontenta e continua a giocare con ordine e convinzione, trovando il raddoppio all’82’ con una splendida azione corale: Atta avvia la transizione, Davis mette un pallone velenoso in area, la difesa granata non riesce a liberare e Ekkelenkamp deposita in rete a porta sguarnita.
Sembra il colpo del ko, ma come spesso accade in questa stagione, i bianconeri non riescono a chiudere definitivamente la partita. All’87’ Casadei accorcia le distanze di testa, riaprendo una gara che pareva in ghiaccio e regalando gli ultimi minuti di recupero all’apprensione dei tifosi friulani. Stavolta, però, l’Udinese resiste. Dopo quattro minuti di recupero, il triplice fischio certifica una vittoria meritata e fondamentale.
Oltre ai tre punti, resta una prestazione che offre spunti importanti. Il 4-4-2 proposto da Runjaic, soprattutto nel primo tempo, sembra dare maggiore equilibrio e permettere alla squadra di esprimersi con più naturalezza, trovando distanze migliori e una fase offensiva più fluida. Da sottolineare anche alcune scelte forti del tecnico, come il ritorno di Okoye tra i pali e l’impiego di Miller in mediana, segnali di un allenatore che si assume responsabilità e cerca soluzioni senza timori.
Il girone d’andata si chiude così a quota 25 punti: un traguardo significativo in chiave salvezza. Se nel ritorno l’Udinese riuscisse a replicare questo passo, la soglia dei 50 punti non sarebbe un’utopia. Ma il vero salto di qualità passa da una parola che a Udine risuona ormai come un mantra: continuità. È ciò che finora è mancato e che può trasformare una stagione tranquilla in qualcosa di ancora più ambizioso. La strada è tracciata: ora serve percorrerla senza più buttare via partite e momenti favorevoli.
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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