Sentenze

09.03.2019 08:50 di Giacomo Treppo   Vedi letture
Sentenze

L'Udinese ripete la squallida prestazione dell'andata e di diverso c'è solo il risultato e la prestazione del portiere. Là Scuffet giocò la sua migliore, qua Musso ha giocato la sua peggiore.

Ma se di diverso c'è la prestazione del portiere, di colpevole c'è innanzitutto la preparazione e la gestione della formazione. Questa volta Nicola ha sbagliato alla grande. Facile dirlo col senno di poi, ma tanto è.

Andiamo per gradi. Ci sono quattro giocatori che non sono adatti alla serie A, non ancora o non lo saranno mai: Opoku, Ter Avest, Wilmot e Fofana. Tre di questi vagavano nel nostro centrocampo e facevano assist al bacio ai giocatori juventini. Un po' troppo per una squadra che deve lottare e salvarsi.

Abbiamo regalato la partita a una squadra che non aveva bisogno di regali. Vedere Wilmot che fa un passaggio corto e lento a Ter Avest e questi che lo aspetta saltellando è uno spettacolo indegno per la serie A, con l'unica scusante che sono appena arrivati a Udine e senza troppe pretese. Vedere Fofana che regala copiosamente palloni agli avversari non è perdonabile. Al ventesimo del primo tempo mi chiedevo i tempi di recupero di Behrami e D'Alessandro e rimpiangevo il mediocre Mandragora che, evidentemente, subisce la situazione di un centrocampo non all'altezza della categoria.

Se Nicola aveva preparato, mia opinione, alla perfezione la partita contro il Bologna, ha cannato in pieno quella contro la Juve. Con tutti gli infortunati che abbiamo l'Udinese non può prescindere da De Paul a centrocampo. Ieri sera si poteva provare (lo fece anche Velazquez) a mettere l'argentino in cabina di regia. Sia ovvio, è fare di necessità virtù, ma almeno avremmo evitato di regalare due gol alla Juventus.

Non c'è molto altro da aggiungere se non che sono felice per Lasagna che è tornato al gol con un gesto pregevole. Contro il Napoli bisognerà affrontare la partita con altro piglio e con altra formazione, ricordandosi sempre che sono i giocatori che devono supportare la squadra e non la squadra che deve “sopportare” i giocatori.