Periodo sempre più buio per l’Udinese, che ha racimolato tre soli punti in sette partite e non vince ormai da più di un mese, dalla sfida contro il Torino. Il calendario, poi, non sorride: Atalanta e Inter le ultime due sfide prima di ricominciare col girone di ritorno. La partita con la Sampdoria era per questo la classica sfida da non perdere, perché precede due match molto difficili, ma i ragazzi di Gotti (chissà per quanto ancora…) non hanno saputo gestire il meritato vantaggio e si sono arresi alla freschezza dei cambi di Ranieri. In particolare fa male il gol di Torregrossa, non solo perché decisivo, ma soprattutto perché deriva da un giocatore che più di qualche tifoso avrebbe desiderato vedere con la maglia bianconera in questo mercato di gennaio, per rafforzare un attacco ormai ridotto al lumicino.

Ora c’è poco da fare. Giocarsi queste ultime due partite, sperando di ricavarci qualcosa, e poi guadagnare nel girone di ritorno quanto smarrito in questa andata, consapevoli che ci sarà da faticare parecchio. Squadra e mister hanno bisogno di lavorare molto, su tanti errori: la poca cattiveria sotto porta, le leggerezze difensive che ci hanno fatto perdere punti preziosi, l’incapacità di comandare le partite. Impossibile dunque dare la colpa solo a Gotti, visto che non è certo infallibile, ma con il materiale che ha a disposizione difficilmente potrebbe fare meglio, specialmente se questo “materiale” scende in campo senza la voglia di vincere o almeno lottare. Inutile anche dare la colpa alla sfortuna: gli infortuni sono un dato di fatto nel calcio, specialmente in epoca Covid, e il mercato è fatto apposta per rinforzare la rosa, e i legni colpiti devono essere non una delusione ma lo sprone a provarci di nuovo.

Non sono un indovino e non so come finirà il campionato ma la sensazione è che, se tra le fila bianconere continuerà ad esserci questo clima di malessere e svogliatezza, lottare per la salvezza sarà dura. Perché con la rosa che abbiamo e con i dovuti rinforzi di mercato si potrebbe arrivare a stare tranquilli ben prima di maggio, ma più delle qualità tecniche conta la mentalità, che da troppo tempo manca.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 17 gennaio 2021 alle 16:24
Autore: Alessandro Poli
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