Oggi Piermario Morosini avrebbe festeggiato 40 anni, una ricorrenza che riporta alla memoria uno dei momenti più dolorosi del calcio italiano e una carriera interrotta troppo presto.

La sua storia si è fermata il 14 aprile 2012, durante la partita di Serie B tra Pescara e Livorno. Al 31° minuto Morosini si accasciò improvvisamente in campo e, nonostante i soccorsi immediati e il trasporto all’ospedale di Pescara, morì a causa di una cardiomiopatia aritmogena.

La storia di Piermario Morosini

Cresciuto nel settore giovanile dell’Atalanta, Morosini aveva costruito il proprio percorso professionale tra diverse esperienze in prestito, tra cui quella all’Udinese, una delle tappe più significative della sua crescita calcistica. In Friuli arrivò nel 2007, entrando in un contesto competitivo di Serie A che lo mise a confronto con un calcio di alto livello e gli permise di maturare sotto il profilo tecnico e caratteriale.

Proprio l’esperienza con l’Udinese rappresentò per lui un passaggio importante: un ambiente strutturato, con grandi ambizioni, che in quegli anni offriva a molti giovani la possibilità di crescere e misurarsi con la massima serie. Anche se lo spazio in prima squadra fu limitato, quell’avventura contribuì a formare il giocatore che poi avrebbe trovato continuità tra Serie B e Serie A.

Dopo l’Udinese, Morosini proseguì il suo percorso con le maglie di Vicenza, Reggina, Padova e Livorno, distinguendosi sempre per serietà, dedizione e spirito di sacrificio.

Il suo ricordo è oggi ancora fortemente presente negli stadi italiani: la Gradinata dello Stadio Armando Picchi, la Curva Sud del Gewiss Stadium e il settore ospiti dello Stadio Adriatico portano il suo nome, mentre Vicenza e Livorno hanno ritirato la maglia numero 25.Nel giorno in cui avrebbe compiuto 40 anni, il ricordo di Piermario Morosini resta quello di un calciatore e di un ragazzo che il calcio italiano non ha mai dimenticato.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 05 luglio 2026 alle 15:38
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
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Alessandro Vescini
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Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!