Giovanni Malagò, eletto di recente nuovo presidente della FIGC, ha rilasciato un'intervista in diretta su Rai 2 in occasione del 'TG2 Post': "Come si ripristina il rapporto con la politica? Mi sento a casa, anche felice che si dia così importanza e spazio alla Federazione, al calcio italiano, in un contesto quantomeno particolare. Si comincia riprendendoti. Raccontando i problemi, bisogna fare un distinguo: io credo che se c'è una persona con rapporti molto molto buoni è il sottoscritto. La mia storia, i miei rapporti lo hanno dimostrato. Poi la parola è molto ampia, anche in senso lato. Penso che all'assemblea elettiva ogni cosa è stata messa a posto, anche questo si sta dimostrando".

Cosa le ha detto Gravina?
"Era lì presente. Si è comportato come molti ritenevano fosse obbligato. In realtà non so in quanti avrebbero rassegnato le dimissioni. Soprattutto quello che va ricordato, da non vantarsene e da non considerare, si è dimesso dal consiglio federale e tutti rieletti dalle proprie componenti. Questo responsabilizza me e tutti i miei collaboratori".

Quando ha accettato di candidarsi ha detto che è stato un atto d'amore.
"Sì. Ogni tanto capita di sbagliare, ma se uno sta fermo nel suo compito. E sta fermo nel suo binario. Ognuno può raccontare storie, anche professionali. Ma la congiuntura del momento è tutto. Io di testa non ero pronto, poi c'è stato un corteggiamento affettuoso delle parti e a quel punto mi sento dentro fino al collo".

Paolo Maldini direttore tecnico pista percorribile?
"Non posso né confermare né smentire, ma ha esattamente i requisiti di chi debba venire ad aiutare la Federazione. Ha quelle caratteristiche, come magari un'altra persona...".

Malagò sul nuovo Ct: "Sono mortificato di non dare uno scoop"

Chi sarà il nuovo commissario tecnico?
"Sono mortificato di non dare uno scoop. Una corsa a due? Discorso molto semplice: in questi giorni mi sono reso conto della dicitura e dello slogan che in Italia ci sono 60 milioni di allenatori. È assolutamente vero. Comunque, a torto o ragione, in passato recente il presidente della Federazione sceglieva in grande solitudine l'allenatore. Oggi, data l'emergenza, è complicato andare su un contesto interno e devi andare sul mercato. Da solo? Non mi manca il coraggio di farlo, ma voglio appoggiarmi a qualcuno. Voglio condividerlo con qualcuno. Penso di saperne abbastanza, ma voglio qualcuno che ne sappia più di me. Il famoso direttore tecnico che magari può diventare Club Italia. Così gli italiani devono capire il discorso di mentalità e cultura. Io sono molto vicino a questa persona e cominciamo a fare molto velocemente una scelta su chi debba essere l'allenatore".

Antonio Conte CT: sbagliamo?
"Ho visto quell'italiano con la maglietta della Nazionale italiana. La gente derideva e quasi lo offendeva, lui si è alzato e ha fatto vedere il nostro stemma. Io mi sento come lui, non avete idea di quanto si sentano così le persone".

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Sezione: Notizie / Data: Gio 02 luglio 2026 alle 22:42
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
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Alessandro Vescini
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Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!