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Pordenone, se giochi per il pareggio poi finisci per perdere

Pordenone, se giochi per il pareggio poi finisci per perdere

Reggiana-Pordenone. Seguo questa partita appena tornato a casa, dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino. Non devo sforzarmi ed effettivamente non ce n’è bisogno: il Pordenone, dopo i primissimi minuti un po’ convinti, non...

Alessandro Poli

Reggiana-Pordenone. Seguo questa partita appena tornato a casa, dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino. Non devo sforzarmi ed effettivamente non ce n’è bisogno: il Pordenone, dopo i primissimi minuti un po’ convinti, non sembra rincorrere la vittoria ma accontentarsi di un pareggio, magari senza reti. Tanto possesso palla, del tutto sterile, poca pericolosità in attacco (ho perso il conto delle volte in cui l’ho detto) e nessun tiro in porta prima della rete avversaria. Non è certo questo lo spirito giusto, soprattutto se di fronte hai una squadra pur con limiti evidenti ma capace di rendersi pericolosa e cinica nelle poche occasioni a disposizione. Nel primo tempo sono quindi Zamparo e Lunetta a spaventare Perisan, mentre nel secondo è proprio il portiere friulano, parando un tiro di Gyamfi ampiamente fuori, a regalare il corner da cui arriva il gol vittoria reggiano di Ajeti. L’ingenua espulsione di Yao dovrebbe riaccendere le speranze dei ramarri ma l’unico ad avere il piglio giusto è Butic, che va vicinissimo al gol in due occasioni, mentre Musiolik impensierisce solo una volta Venturi.

Troppo poco, per una squadra che deve ancora salvarsi. Il Cosenza sconfigge nettamente e manda sostanzialmente in C il Pescara (assieme all’Entella ad oggi unica matematicamente retrocessa), l’Ascoli batte anche l’Empoli e continua a correre, ora a un solo punto dai ramarri. Ramarri che invece si sono forse sentiti già salvi e hanno abbassato la guardia, dimostrando ancora una volta che un allenatore vale l’altro quando in campo manca la volontà di vincere. Nuovo obbligo dunque per Domizzi: vincere martedì, nella sfida non certo semplice contro la Salernitana, per tirarsi matematicamente fuori dalla retrocessione diretta e per evitare di trasformare l’ultima di campionato, Pordenone-Cosenza, in un pericoloso test di playout. Ricordando che la sfida d’andata, giocata nel momento d’oro dei ramarri, aveva visto i calabresi frenarli sullo 0-0 dopo tre vittorie di fila.