Fernando Martìn Forestieri, classe 1990 (non più un giovincello dunque), nato a Rosario, in Argentina, ma naturalizzato italiano: tra i nuovi volti di questa Udinese rimane ancora un po’ in ombra ma pian piano anche lui si sta distinguendo.

Partito in sordina nella prima di campionato, inizia a farsi notare contro lo Spezia se non altro per la buona volontà, completamente assente nei suoi compagni di squadra. Sempre tenuto in panchina da Gotti ma sempre subentrato, non ha finora dato il meglio di sé nel 3-5-2, facendo fatica nel ruolo di mezzala, se la sta cavando invece molto meglio come ala nel 4-2-3-1: la migliore prestazione quella contro il Parma, match in cui è andato vicinissimo a conquistarsi un rigore. Ora ha dimostrato di saperci fare anche come punta nel 4-3-3 schierato nell’ultima partita di Coppa Italia, dove è riuscito ad andare a segno per la prima volta in questa stagione e in assoluto con la maglia bianconera.

Il futuro? La concorrenza lì davanti è tanta (Okaka, Lasagna, Pussetto, Deulofeu, Pereyra) ma specialmente in questo tempo difficile i sostituti non sono meno importanti dei titolari. Il compito di Forestieri, soprattutto se verrà confermata la tendenza al 4-2-3-1 fin dall’inizio o a partita in corso, sarà di portare velocità, freschezza e forza di volontà a un’Udinese che in questo non entusiasmante avvio di campionato per troppe volte si è ritrovata in affanno.

Sezione: Focus / Data: Ven 30 ottobre 2020 alle 19:46
Autore: Alessandro Poli
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