Tranquillo Jankto, non hai fatto nulla di male, sono io che mi devo vergognare

29.05.2018 20:00 di Davide Marchiol  articolo letto 7583 volte
Tranquillo Jankto, non hai fatto nulla di male, sono io che mi devo vergognare

Jankto è tornato a parlare e, come sempre, ha fatto danni. L’ex Slavia Praga però non parla da Udine, ma dalla Repubblica Ceca, sua terra natia. Anche stavolta ci verranno a dire che sono state frasi mal interpretate? Assisteremo alle ennesime scuse forzate? Direi che è giunto il momento di scaricarlo e penso che anche i più scettici ormai lo abbiano capito.

Non so se ci si rende veramente conto della gravità di ciò che ha detto. Se perdi di fila 11 partite, non un paio, 11, tutte le squadre vanno in ritiro. Tutte. La cosa inconcepibile è che non era un hotel di lusso. Penso che, se chiedessimo ai calciatori che hanno una carriera un po’ più lunga, tutti abbiano fatto ritiri in luoghi non esattamente idilliaci. Il ceco non prende cifre astronomiche, si parla di 350 mila euro annui. Magari non è un dato veritiero, ma, anche se fossero la metà di quanto si dice, la bestialità resta. Giochi male, non rispetti la maglia (nessuno si è scordato le occhiatacce tirate alla curva, che se ha avuto una colpa è stata quella di non iniziarti a fischiare dalla prima all’ultima giornata, il sostegno, nonostante gli episodi, non te lo ha fatto mancare), prendi uno stipendio che tre quarti della gente si sogna e ti lamenti pure perché la dirigenza ti manda in un albergo che non è 5 stelle. Mi pare che stavolta abbia definitivamente esagerato.

“Per 10 volte siamo andati in svantaggio contro delle squadre 'standard' e abbiamo perso anche delle partite in cui abbiamo giocato in maniera eccellente. È stato un periodo in cui siamo rimasti in hotel per 3 settimane di fila. In totale abbiamo fatto più di 2 mesi in albergo in tutta la stagione. Mi sentivo come uno schiavo. Ai giocatori che avevano dei bambini era stato dato il permesso di non venire in hotel. Alcuni giocatori prendevano dei sonniferi per addormentarsi. Non era per nulla un albergo di lusso, eravamo nel peggior albergo di Udine, dove anche i bagni erano sporchi. Era una punizione, ma ci dicevano che questa condizione doveva rinforzare lo spirito di squadra. In realtà questa situazione ha creato solo litigi e battibecchi”. 

Tira in ballo poi la schiavitù. Ora, prendo la definizione di schiavitù dall’enciclopedia Treccani:Condizione propria di chi è giuridicamente considerato come proprietà privata e quindi privo di ogni diritto umano e completamente soggetto alla volontà e all’arbitrio del legittimo proprietario”. Non mi pare sia proprio la situazione di cui stiamo parlando. Per piacere Jankto, evitiamo di tirare in ballo fatti storici gravissimi. Io, per mia deontologia professionale, quando scrivo un articolo calcistico non metto mai frasi come “ha freddato il portiere” o “ha trafitto l’estremo difensore”, perché trovo che siano termini che non hanno nulla a che vedere con lo sport e che riguardano cose ben più gravi e serie. Non dico tutti debbano fare come me, magari sbaglio nel pormi questi limiti, ma tirare in mezzo una condizione che è stata eliminata solo grazie a delle guerre su vasta scala mi sembra eccessivo.

“Gino Pozzo è un presidente valido e una bravissima persona. Le cose di cui sopra sono state decise dal padre Giampaolo, di cui non voglio commentare. Se avesse fatto tutto Gino Pozzo allora sarebbe stato meglio. Gino Pozzo ha aiutato tanto alla fine della stagione: dopo ogni partita e ogni allenamento provava ad aiutare la squadra”. 

L’attacco al paròn non lo voglio nemmeno commentare. Ci ha fatto un po’ sognare Giampaolo negli anni d’oro e nei momenti di difficoltà è stato sempre lui a metterci la faccia pubblicamente nei comunicati (leggasi ultimo comunicato durante il periodo delle 11 sconfitte). Poi che Gino sia bravo e che voglia effettivamente il bene del club non lo discuto, ma attaccare il padre è stata un po’ una caduta di stile da parte del ceco. Sai che ti dico Jankto? Non ti devi vergognare. Sono io che mi vergogno a vedere una persona del genere indossa la MIA, la NOSTRA maglia, di noi friulani, che vorremmo solo vedere dei calciatori che ci tengono a ciò che fanno, non che fanno giocate incredibili. Sono io che mi vergogno per averti provato a difendere dopo le voci di una richiesta di cessione l'estate scorsa e sono sempre io che mi vergogno per aver osato attaccarti dopo aver postato la maglia della Juventus su Instagram. Scusami, pensavo giocassi per noi e che volessi il nostro bene.

Ho sbagliato e me ne vergogno.