C’è stata un’Udinese nel primo tempo e un’altra, molto più viva e determinata, nella ripresa. L’ultimo match dei bianconeri contro l’Inter capolista si è concluso con una sconfitta per 2-1, ma il risultato non racconta tutto. Perché se è vero che nei primi 45 minuti l’Udinese ha approcciato male la gara, con un 3-5-2 che non ha garantito maggiore solidità ma ha anzi acuito i soliti problemi di compattezza (disastrosa la corsia di destra con Kristensen e Ehizibue) e aggressività, è altrettanto vero che nella ripresa la squadra di Runjaic ha mostrato un volto completamente diverso, tornando a giocare a testa alta e sfiorando persino il pareggio.
Il primo tempo è stato segnato da un atteggiamento troppo timido, quasi rinunciatario. L’Inter ha potuto affondare con facilità, punendo la retroguardia friulana con due reti che sembravano già chiudere i conti. Lucca, lasciato completamente solo in avanti, ha avuto pochissime opportunità di rendersi pericoloso. L'esperimento di Ekkelenkamp seconda punta non ha dato i frutti sperati. Sorprende la scelta di lasciare fuori dal primo minuto un giocatore come Iker Bravo, attaccante vero che ha poi mostrato qualità e dinamismo quando è stato chiamato in causa nella ripresa. Ha fato profondità e presenza offensiva, qualità che sono mancate nei primi 45 minuti e che, forse, avrebbero potuto cambiare l’inerzia della gara se fossero state in campo dall’inizio.
E proprio nel secondo tempo, l’Udinese ha avuto la forza di rimettersi in piedi e reagire. Lo ha fatto grazie a Oumar Solet, protagonista assoluto del match. Il difensore francese ha segnato un gol pazzesco, con una giocata da fuoriclasse che ha riaperto la partita e acceso le speranze friulane. Ancora una volta, Solet ha confermato di essere uno dei difensori più in forma del campionato, con prestazioni sempre più solide e autorevoli. Un impatto così, non solo sull'Udinese ma sulla Serie A pochissimi lo hanno avuto. È inevitabile domandarsi se l’Udinese riuscirà davvero a trattenerlo la prossima estate: le big europee hanno già acceso i radar, e il suo valore di mercato sta crescendo a vista d’occhio. Di fronte ad un offerta monstre i Pozzo, si sa, potrebbero vacillare.
Positive anche le prove di Payero e Pafundi, subentrati nella ripresa. Il baby talento friulano ha messo in mostra tutto il suo talento con un paio di calci piazzati battuti da vero specialista. La qualità c’è, ora serve solo dargli fiducia e minuti.
Nel finale, l’Udinese ha sfiorato il 2-2 con due occasioni nitide, ma ha trovato sulla sua strada un super Sommer, autore di due interventi decisivi. Il portiere svizzero è stato il vero MVP dell’Inter: senza le sue parate, probabilmente staremmo parlando di un punto conquistato con pieno merito.
L’Udinese esce da San Siro a mani vuote ma con la consapevolezza di poter giocare (se vuole) alla pari contro chiunque. Resta il rammarico per un primo tempo sottotono, ma il secondo ha detto che questa squadra ha ancora tanto da dare.
Con la salvezza ormai archiviata, il finale di stagione non può e non deve essere un semplice trascinarsi verso la fine. Al contrario, deve essere l’occasione per divertirsi, per costruire già il domani, per valorizzare i giovani e capire chi può far parte dell’Udinese del futuro. Perché questa rosa, per qualità e profondità, vale molto più dei 40 punti attualmente in classifica. Sta a Runjaic e al gruppo dimostrarlo, a partire dalla prossima sfida.
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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