39 punti, quart'ultimo posto, gioco inesistente, salvezza più per demeriti altrui che per meriti propri. "Devi spendere", questo era stato il diktat dei tifosi ai Pozzo al termine di una stagione troppo brutta da essere vera. La società sembrava, almeno a parole, aver compreso gli errori. Sembrava esserci la voglia di ripartire, di investire sul futuro, di tornare a progettare a lungo termine, come in passato, puntando su un allenatore di spessore in grado di lanciare tanti giovani. Di nomi se ne erano fatti tanti, con Pioli che era davvero ad un passo e al quale veniva promessa una squadra in grado di lottare per la parte sinistra della classifica. Sembrava però. 

Le buone intenzioni sono rimaste solo nelle parole. Alla fine, quando c'era da aprire il taccuino, perché l'arrivo dell'ex tecnico della Lazio aveva un costo importante e necessitava di almeno un paio di pezzi importanti, il patròn Giampaolo con il figlio Gino ci hanno ripensato, hanno fatto un passo indietro e hanno drasticamente ridmensionato le ambizioni dell'Udinese del futuro.

Niente allora tornare a lottare per posizioni importanti, niente parte sinistra della classifica, niente pubblico che si merita di più, alla fine basta che si mantenga lo status quo, il minimo indispensabile la salvezza. Ecco allora un tecnico perfettamente adatto a queste ambizioni, un umile lavoratore di poche pretese, sia economiche che tecniche, Beppe Iachini.

Dal doppio esonero al Palermo all'Udinese, tanto che ieri non ci credeva nessuno, forse nemmeno lui. Si sa, è stato più che altro un guardare al risparmio, come sempre, dato che gli altri profili, e ce ne erano, come quello di Maran, Oddo, Prandelli e Giampaolo, costavano troppo. 

Se questa è la mentalità guai ad aspettarsi chissà che cosa dal mercato. Guardiamoci negli occhi, non arriverà nessun nome importante e tanto meno un erede degno di Totò Di Natale. Bisogna valorizzare gli investimenti di questi ultimi anni, il solito Guilherme, i vari Matos e Aguirre, bisogna ridare lustro ad Edenilson e chi ne ha più ne metta. Anzi, speriamo che non ci vendono anche quel poco di buono che c'è, anche se sono sicuro che Widmer, Danilo, Badu e Heurtaux hanno già le valigie pronte in mano.

I Pozzo hanno sbagliato tutto, ancora una volta. Avevano l'occasione di dimostrare qualcosa di importante allestendo una rosa importante, con un grande allenatore e con delle ambizioni diverse da quelle delle ultime stagioni. Invece no, hanno fatto di testa loro, compiendo una scelta impopolare e gelando ogni entusiasmo di una tifoseria davvero troppo bella per proprietari così.

A questo punto arrendiamoci tifosi. A questa società poco importa se cantiamo per 40 minuti dopo il 5 a 1 al Torino, se riempiamo lo stadio e se siamo un pubblico fantastico. Noi non contiamo nulla, siamo solo un contorno dei loro affari. 

Ps. La colpa non è del povero mister Iachini ma di chi sta sopra, come sempre.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 19 maggio 2016 alle 10:30
Autore: Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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