L'APU Old Wild West Udine ha vinto meritatamente il campionato di Serie A2 e conquistato la promozione nella massima categoria. Un risultato storico, con il capoluogo friulano che torna in Serie A1 dopo 16 anni di assenza. Come ogni finale di stagione, è arrivato il momento di fare un bilancio dando i voti alla squadra:
Stefanelli, 6: era uno degli acquisti più attesi, ma è stato particolarmente sfortunato. Prima dell'infortunio che l'ha costretto a giocare soltanto 12 partite di campionato era riuscito a regalare all'APU la vittoria contro l'Urania Milano con una tripla a un secondo dalla fine che rimarrà negli annali. Un peccato non averlo potuto sfruttare.
Pini, 6: discorso analogo a quello di Stefanelli, gioca soltanto due partite in più del compagno di squadra a causa di un infortunio ed è costretto ad andare sotto i ferri. Doveva essere il centro titolare di questa squadra, che a causa della sua assenza ha dovuto adattarsi: come Stefanelli rimane lontano dal campo di gioco ma sempre insieme alla squadra, dimostrando la forza di un gruppo unito.
Pepe, 6.5: Udine ha sfruttato la crisi avuta da Orzinuovi a metà stagione per assicurarsi un innesto importante e funzionale al proprio gioco. Simone ha dimostrato di essere un giocatore capace di integrarsi anche in corsa, pur sapendo di non poter avere un ruolo di primo terminale offensivo e dimezzando la propria permanenza in campo.
Pullazi, 7: realizza il back-to-back vincendo di nuovo il campionato di A2 dopo il trionfo con la maglia di Trapani della scorsa annata. Arrivato anche lui a stagione in corso, non ha mai fatto mancare la propria grinta e la propria aggressività, ma non si è "limitato" a questo: è stata importante anche la sua capacità di aprire il campo con canestri pesanti.
Bruttini, 7.5: quarto campionato di A2 messo in bacheca per il centro toscano. Dall'alto della sua esperienza è riuscito a dare un contributo importante quando chiamato in causa. Stagione intelligente.
Ambrosin, 7.5: giocatore affidabilissimo in uscita dalla panchina, riesce a scaldarsi e prendere il ritmo partita in pochissimo tempo. Ha mostrato qualità importanti ed è stato capace di exploit come contro Torino, partita nella quale ha segnato 19 punti e raccolto 7 rimbalzi: una bella fortuna per coach Vertemati quella di girarsi verso la panchina e trovare giocatori come lui.
Caroti, 8: nonostante il minutaggio si sia leggermente ridotto rispetto alla passata stagione, il rendimento non è calato. Mai frettoloso, sembra esaltarsi sotto pressione con una freddezza invidiabile. Emblematica è stata la sua partita contro Rieti, risolta soltanto dopo due supplementari, nella quale è stato il protagonista assoluto con 23 punti e la mano che non trema dalla lunetta a pochi secondi dalla fine.
Da Ros, 8.5: alla sua diciottesima stagione tra A1 e A2 è riuscito ad aumentare il livello del suo gioco. Il lavoro durante la offseason gli ha permesso di affermarsi come tiratore, migliorando le proprie percentuali da tre punti; ha inoltre mostrato una visione di gioco invidiabile, che lo ha spesso reso un playmaker aggiunto. Un ingranaggio fondamentale di una macchina praticamente perfetta.
Ikangi, 8.5: si è confermato in questa stagione come uno dei migliori specialisti difensivi della categoria. Rapido, non molla mai un centimetro e spesso riesce a leggere in anticipo le situazioni. Le sue lunghe leve gli permettono di difendere su almeno quattro dei cinque ruoli in campo. Il soprannome di fighter è quantomai azzeccato.
Johnson, 8.5: il fattore X è stato determinante per la promozione in A1 dei bianconeri. Ha giocato da centro per tutta la stagione complice l'assenza di Pini, ma ha saputo adattarsi egregiamente, pur talvolta concedendo qualcosa dal punto di vista fisico al proprio diretto avversario.
HIckey, 9: le discussioni su chi fosse il miglior americano della storia dell'APU hanno smesso di avere senso una volta che il folletto del Kentucky ha indossato la maglia bianconera. Ha guidato la squadra in punti per partita (14.5) e assist (5), ma soprattutto con una leadership incredibile. Pur essendo il principale terminale offensivo, ha saputo cedere il pallone ogni qualvolta qualche suo compagno era più caldo, mostrando una capacità di leggere le partite che pochi (se ce ne sono) possono vantare in A2. A Udine aveva fatto male con la divisa di Cantù nella scorsa stagione, ora entra nella storia dalla porta principale.
Alibegovic, 9: il capitano è stato il miglior giocatore di questa stagione insieme a Hickey. Costantemente tra i migliori in campo, ha regalato emozioni indescrivibili a tutti i tifosi bianconeri, con prestazioni fenomenali come i 30 punti contro Verona tirando 7/10 da tre o i 29 contro la Fortitudo, in un terzo quarto che è già diventato un classico. Ci teneva a compiere qualcosa di storico in una città che significa molto per la sua famiglia: dopo aver conquistato la promozione, il capitano è pronto per guidare Udine in Serie A1. L'amore per la maglia e le lacrime al termine della sfida contro Rimini rimarranno per sempre nella memoria di questa società.
Gracis, 9: ha saputo ripetersi, dopo la promozione in A1 con Treviso, costruendo una squadra che forse sulla carta non partiva favorita, ma conscia di poter ambire al salto di categoria. Un risultato frutto di un'attenta programmazione, ma anche della capacità di saper cogliere le opportunità che si sono presentate: in questo senso va letto l'innesto di Pullazi e Pepe a gennaio, fondamentale per la prosecuzione di un'annata segnata dagli infortuni di due acquisti estivi importanti.
Vertemati, 9: era partito subissato da critiche che lamentavano la mancanza di un centro di ruolo per poter essere tra le contender al titolo, ha risposto facendo giocare una squadra da dominatrice del campionato, lasciando che gli avversari "prendessero soltanto la targa" (cit. del suo ex capo allenatore, Andrea Trinchieri). In campo Udine non ha soltanto vinto, ha saputo anche divertire mostrando una pallacanestro moderna, rapida e spettacolare, capace di segnare 84 punti a partita (la migliore del campionato) e di non perdere mai due partite di fila.
Autore: Francesco Maras / Twitter: @francescomaras
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