L'Udinese ha ottenuto la salvezza e quello dell'anno prossimo sarà il trentesimo anno consecutivo di Serie A. Un'annata molto difficile, con finale lieto ma sofferto. Una stagione cominciata con un cambio importante a livello di rosa. Più di 15 i volti nuovi, con tanti addii, anche pesanti e dell'ultimo minuto come il passaggio di Beto all'Everton dopo il fallimento della trattativa tra Samardzic e l'Inter per una trattativa che i club avevano ormai chiuso. Risuonano ancora oggi le parole di Sottil nelle primissime conferenze stampa, in cui aveva preannunciato che la stagione sarebbe stata difficile.
Le prime gare della stagione danno subito l'evidenza del fatto, con la gara contro il Lecce a Udine, terminata per 1-1, che porta all'esonero di Sottil, con ritorno di Gabriele Cioffi dopo l'addio un po' burrascoso maturato nel 2022 e ricordato dai tifosi subito in modo abbastanza duro, con annessa sensazione di un rapporto non facile. L'avvio del tecnico fiorentino è però discreto, pareggia a Monza ed espugna San Siro battendo il Milan per la prima vittoria in campionato all'undicesima giornata. Un successo che dà slancio e che porta a una grandissima prestazione tra le mura amiche con l'Atalanta (futura vincitrice dell'Europa League). In quel match però arriva al 93' il gol di Ederson che spezza qualcosa. Sarà infatti solo il primo di una lunga serie di centri subiti negli spezzoni finali. Il film infatti si ripete negli scontri diretti con il Verona e con il Sassuolo, con l'Udinese che si portano avanti anche di due gol nel punteggio, subendo il gol del segno X all'ultima azione con Henry e nello spezzone finale con Berardi.
La vittoria sontuosa trovata con il Bologna il 30 dicembre sembra mettere nuovamente alle spalle gli scricchiolii sentiti tra ottobre e novembre. A gennaio c'è una possibilità di sistemare una rosa che sembra corta in alcuni reparti, ovvero difesa e attacco. Nella retroguardia infatti Kabasele si rivela inadeguato al ruolo che gli era stato ritagliato, Ebosse ha una ricaduta e si ferma nuovamente causa crociato, Masina finisce ai margini nel progetto tecnico mentre Bijol va ko per diverso tempo causa frattura allo scafoide. Davanti invece Brenner e Davis, causa infortuni, restano due oggetti misteriosi. La società decide di regalare a Cioffi Lautaro Giannetti, dando una sistemata parziale dietro, ma lascia aperto il fronte offensivo, auspicando il ritorno a pieno regime dei due acciaccati.
Dopo un gennaio complicato anche causa calendario, il ciclo Cioffi sembra trovare nuova linfa a febbraio, con i bianconeri che espugnano l'Allianz Stadium e battono la Juventus per 0-1 grazie al centro di Giannetti. È però l'ennesimo fuoco di paglia, le sfide con Genoa, Cagliari e soprattutto Salernitana in casa non regalano altre gioie, ma solo due pareggi, tenendo in vita ancora per un po' i campani nella lotta salvezza, nuovo acuto a Roma contro la Lazio con un ottimo 1-2, poi il crollo definitivo. Contro il Torino infatti l'Udinese non oppone resistenza e viene travolta al punto da convincere la curva ad abbandonare il suo settore a gara ancora in corso, uno strappo che di rado si è visto tra queste parti tra tifosi e bianconeri.
I Pozzo decidono di dare fiducia a Cioffi ancora per un po', forse sbagliando. Nello scontro direttissimo contro il Sassuolo arriva l'ennesimo pareggio e contro l'Inter si arriva a pochi secondi da un clamoroso segno X prima dell'ennesimo gol subito allo scadere, stavolta da Frattesi. A Verona contro l'Hellas si supera la linea rossa. Gara coraggiosa, ma il tecnico non fa cambi e l'inerzia passa ai padroni di casa, che sfondano, ancora una volta, nell'azione che precede il triplice fischio finale con Coppola. Nella notte arriva l'esonero: poco dopo arriva Fabio Cannavaro. Con lui il fratello Paolo e e Pinzi per tentare di risollevare una squadra di nuovo terzultima con soli 28 punti.
Il battesimo è di fuoco. Ci sono da recuperare infatti i 20 minuti rimanenti contro la Roma, gara interrotta causa malore accusato da Ndicka e che riporta il Friuli su tutti i giornali, stavolta in positivo dopo la valanga di critiche, molte gratuite, ricevute dopo il caso Maignan in Udinese-Milan. Come tutti i film ben scritti arriva una sconfitta con gol all'ultima azione, è Cristante stavolta a colpire. Da qui però arriva una svolta, forse piccola, ma sufficiente per arrivare all'impresa finale. Il trittico capeggiato da Fabio Cannavaro infatti sembra dare mentalità all'Udinese, che va a Bologna a giocarsi una gara gagliarda strappando un punto, continuando la serie positiva pareggiando allo scadere con il Napoli grazie a Success e battendo il Lecce dell'ex Gotti già salvo. Poi la grande paura contro l'Empoli al Bluenergy Stadium e la chiusura con urlo di gioia allo Stirpe. Keinan Davis, uno dei grandi assenti dell'annata, insacca il gol che chiude una sceneggiatura da film thriller, fortunatamente con lieto fine.
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