"La cosa che mi è maggiormente dispiaciuta è stata come ci siamo lasciati con i Pozzo: non abbiamo avuto nemmeno il tempo di dirci grazie", parole di Luciano Spalletti, allenatore che con l'Udinese ha un legame molto particolare. Visto che è stato il primo allenatore a condurre i bianconeri alla qualificazione Champions League, si potrebbe pensare che il tecnico di Certaldo sia amatissimo in Friuli, ma non è decisamente così, anzi. I tifosi mai hanno mandato giù la fretta con cui Spalletti chiese di essere liberato subito dopo il quarto posto per poter approdare alla Roma. La cosa non fece piacere nemmeno ai Pozzo. Con il tempo il rapporto si è leggermente ricucito, il tecnico ha anche mandato una sua clip di saluti il giorno dell'addio di Totò Di Natale, uno dei tanti campioni da lui lanciati, e il video fu mandato sul megaschermo dello stadio. I sostenitori però, che invece mai hanno digerito la vicenda, lo hanno subissato di fischi.

Un amore odio dunque, perchè sul campo i suoi risultati sono stati innegabili, così come non si può non ammettere che Spalletti abbia scritto pagine importanti della storia dell'Udinese. Il tecnico toscano arrivò ad Udine nel marzo del 2001, salvando i bianconeri dalle cattive acque in cui si trovavano. Tornerà poi nel giugno del 2002, per una cavalcata che raramente si è ripetuta in Friuli. Nelle prime due stagioni ottenne due qualificazioni consecutive in Coppa Uefa, senza però mai passare i preliminari. Poi nel 2004-2005 la grande impresa, con il tridente Di Natale-Iaquinta-Di Michele che si staglierà come uno dei migliori della storia delle zebrette. Nessuno in quel periodo si aspettava che una "provinciale" potesse arrivare a certi traguardi e invece l'Udinese spallettiana riuscì a mettere insieme 62 punti, arrivando davanti alla Sampdoria (61), con l'1-1 finale al Friuli contro il Milan che resterà nella memoria di tutti i tifosi friulani.

Tantissimi i campioni lanciati da Spalletti nella sua avventura in bianconero, prima di spiccare il volo verso Roma, Zenit San Pietroburgo e Inter. Con lui infatti si affermò De Sanctis e iniziò il suo apprendistato quel Samir Handanovic che ora è con lui all'Inter. Con la sua gestione arrivarono in alto anche Jankulovski, che finirà al Milan, e David Pizarro, che giocherà in squadre come Inter, Roma e Manchester City. Anche Muntari e Mauri possono vantare i suoi insegnamenti, così come Iaquinta, Di Michele e ultimo, ma non meno importante, quel Totò Di Natale che è un pilastro inamovibile della storia bianconera. Una storia bellissima, purtroppo finita male, almeno con i tifosi, ma chissà che in futuro le cose non possano cambiare, d'altronde del doman non v'è certezza.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 13 dicembre 2018 alle 18:00
Autore: Davide Marchiol
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