L'Udinese si appresta a tornare in campo tra poche ore nel posticipo delle ore 20.45 allo Stadio Olimpico Grande Torino contro i granata per il match valido per la sesta giornata di Serie A e i bianconeri dovranno ancora fare a meno della loro stella Nicolò Zaniolo. Il numero 10 starà fermo ai box ancora per un mesetto e la sua assenza si farà sentire sicuramente. Nel frattempo, Zaniolo ha parlato a GOAL e, fra i tanti temi trattati, ha parlato della sua attuale esperienza a Udine, dell'arrivo di Alaba e anche dei rimpianti di qualche mese fa a Zenica, dove Zaniolo non giocò e la Nazionale italiana fallì per la terza volta la qualificazione ai Mondiali.

Zaniolo:" L'Udinese per me è famiglia"

Questa estate si è parlato inevitabilmente del rinnovo del tuo contratto dopo il riscatto dal Galatasaray. Cosa c'era di vero nelle voci che ti accostavano ad altri club, come il Milan, e cosa ti ha spinto a rimanere a Udine?

"È stata un'estate un po' turbolenta, che mi ha fatto riflettere e capire realmente cosa volevo. La mia intenzione è sempre stata quella di rimanere qua, perché mi sono trovato veramente bene. L'Udinese per me è una famiglia: mi ha accolto, sostenuto e aiutato in tutto e per tutto. Nutro un grande senso di appartenenza e riconoscenza verso questa società. Nel calcio ci sono tante dinamiche contrattuali... c'è stata una piccola trattativa, ma per fortuna tutto si è chiuso nel verso giusto. Gli altri club? Quando fai una stagione positiva è normale che ci siano voci che ti accostano a grandi club, ma io volevo sentire prima l'Udinese. La loro intenzione era tenermi e ora spetta a me ripagare la fiducia in campo".

L'arrivo di Alaba all'Udinese

A Udine ci sei tu, poi tanti altri come Ekkelenkamp, Davis, e ora è arrivato anche Alaba. L'Udinese sta tornando a essere un grande punto di riferimento e di lancio, non solo in Italia ma anche in Europa?

"Sicuramente l'Udinese è un club storico italiano, che per sua natura ha sempre avuto grandi giocatori e tanti talenti. L'arrivo di David [Alaba] è una dimostrazione della forza della società, che non vuole fermarsi alla stagione positiva dell'anno scorso, ma punta a cose ancora più grandi. Non devo essere io a descrivere David: è un grande campione, ha giocato in squadre come Real Madrid e Bayern Monaco, e ci porterà sicuramente grande esperienza e mentalità vincente. Siamo felicissimi di averlo con noi. Si è presentato con la massima umiltà, che è ciò che alla fine distingue un grande campione da un giocatore semplicemente forte. Posso parlarne solo bene, è uno dei giocatori che ci servivano e non vedo l'ora di giocare con lui".

La delusione di Zenica e il flop Italia

Hai un rimpianto per non esserci stato a Zenica e di conseguenza all'ultimo Mondiale?

"Più che un rimpianto personale, è il rimpianto di tutti gli italiani. Non importa chi ci fosse in campo, l'importante era andarci e non ci siamo riusciti. Ora ci rimbocchiamo le maniche: tra quattro anni ci sarà un'altra occasione. È iniziato un nuovo ciclo e speriamo sia la volta buona per riportare l'Italia sul palcoscenico che le spetta".

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Sezione: Notizie / Data: Lun 12 ottobre 2026 alle 13:50
Patrick Pignolo
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