La prima, storica convocazione in Nazionale maggiore di Matteo Palma non è soltanto il frutto del tempismo burocratico e della reattività della FIGC nell'evitare un "caso Tresoldi". Dietro la decisione del giovane difensore dell'Udinese c'è un percorso di riflessione profondo, radicato nella sua storia personale e sportiva. Nato e cresciuto a Berlino, ma con un forte Dna italiano trasmesso dal papà, il classe 2008 ha a lungo vissuto una doppia anima calcistica.

La Germania, d'altronde, ha sempre creduto fortemente in lui, convocandolo con regolarità in tutte le selezioni giovanili tedesche. Proprio per questo motivo, fin da quando era piccolino, il dubbio su quale maglia indossare da grande ha accompagnato il suo percorso: un interrogativo che però, finché si trattava delle giovanili, non si era mai tramutato in una vera e propria scelta di campo, dato che la Federazione tedesca non aveva mai fatto mancare le sue chiamate.

Quando si è trattato di fare il salto definitivo nel calcio dei grandi, tuttavia, la situazione è cambiata radicalmente. Il forte pressing messo in campo dall'Italia, unito a un progetto tecnico azzurro estremamente convincente per il suo futuro, ha fatto pendere la bilancia dalla parte del tricolore. Alla fine, superati i dubbi dell'infanzia e le lusinghe tedesche, ha prevalso il cuore tricolore, spingendo Palma a legare indissolubilmente il proprio futuro calcistico ai colori dell'Italia.

Merito di un forte pressing anche da parte del Ct Mancini, che da inizio stagione segue il difensore classe 2008.

Buona prima convocazione Matteo!

Sezione: Focus / Data: Dom 08 novembre 2026 alle 13:49
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
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Alessandro Vescini
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Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!