La fotografia della complessa serata dell'Udinese allo stadio Penzo sta tutta nella prova del suo centravanti. Nel 2-1 patito contro il Venezia nell'esordio di Paolo Zanetti, Keinan Davis ha incarnato perfettamente il momento di estrema sofferenza dell'intero gruppo friulano: tanto cuore, abnegazione encomiabile, ma una lucidità sotto porta che in questo momento appare del tutto smarrita.

Due errori gravi: la fotografia di un attaccante privo di fiducia 

Che il gigante inglese non fosse al 100% della condizione fisica era noto fin dalla vigilia, dopo una settimana vissuta a stringere i denti pur di essere presente a guidare il reparto avanzato. Ma sul rettangolo di gioco a pesare come macigni sul risultato finale sono stati due errori gravi, uno a porta vuota e l'altro a tu per tu con il portiere avversario: occasioni nitide che in altri momenti un attaccante della sua stazza e caratura avrebbe trasformato in rete senza esitazione.

Errori che sono il sintomo lampante di un calciatore a cui manca la fiducia nei metri decisivi. Un calo di lucidità comprensibile per chi ha saltato la preparazione estiva ottimale a causa dei continui intoppi fisici, ma che al contempo penalizza oltremodo la manovra offensiva dei friulani.

L'ultimo a mollare: per la salvezza serve il "vero" Davis 

Se sul piano realizzativo la prestazione è da matita rossa, dal punto di vista dell'atteggiamento Davis si è confermato ancora una volta l'ultimo a mollare. Ha fatto a sportellate con l'intera difesa arancioneroverde (come testimoniano anche i duelli fisici con Halhal e Moreno nel primo tempo), si è abbassato a far salire la squadra e ha lavorato per i compagni fino al fischio finale. Anche quel sano nervosismo è apprezzato, per cercare di dare una scossa ai compagni un po' troppo dormienti. 

La generosità e lo spirito di sacrificio, tuttavia, da soli non bastano a una squadra finita all'ultimo posto in classifica. Per risalire la china e uscire dalle sabbie mobili della zona retrocessione, l'Udinese e mister Zanetti hanno un bisogno disperato di ritrovare il "vero" Keinan Davis: un attaccante non solo capace di fare reparto da solo, ma soprattutto di essere letale e spietato negli ultimi sedici metri.

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Sezione: Focus / Data: Sab 07 novembre 2026 alle 11:02
Alessandro Vescini / Twitter: @alevescini00
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Alessandro Vescini
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Cresciuto a pane e sport negli anni 2000, racconto le realtà friulane tra campo e social. Il segreto? Mai smettere di aver voglia di imparare!