L'avventura di Paolo Zanetti da nuovo allenatore dell'Udinese è iniziata martedì con il primo allenamento e ieri, mercoledì, si è tenuta anche la conferenza stampa di presentazione. Tante belle parole e il chiaro obiettivo di risollevare i bianconeri, ma subito all'orizzonte si prospetta una gara durissima ed è subito vietato sbagliarla: venerdì 6 novembre alle ore 20.45 l'Udinese sarà di scena al Penzo di Venezia per l'anticipo dell'undicesima giornata di Serie A.

Le parole di Zanetti su questa gara

Sulla gara in vista sul campo del Venezia, Zanetti ha toccato dei punti chiave in conferenza: "È importante ma se vinciamo non siamo salvi. Tanto meno se perdiamo non siamo già retrocessi. Il percorso è lungo e la squadra deve fare un percorso di crescita nel tempo.  Per farlo servono organizzazione e richieste. Ci sono delle cose chiare, mi aspetto una risposta da parte dei calciatori. Dentro questa macchina, entrerà lo sviluppo del calciatore singolo che deve essere di pari passo con i risultati per avere valore". 

Il messaggio poi alla gente è chiaro e Zanetti suona la carica: "Il fatto che i tifosi ci siano al fianco anche nei momenti di difficoltà non è una cosa scontata ma anche di maturità. Qualche volta ci sta che la squadra venga spronata e per avvicinarla c'è solo un modo: mettere sul campo i valori che rispecchiano questo territorio. Lavoro, godere nel rendere le persone felici e divertirsi. Questo avvicina i tifosi alla squadra. Noi abbiamo un debito con loro vista la nostra situazione di classifica. Quando succederà questo sono convinto che si creerà il giusto legame che bisogna avere ma anche meritarselo. Quando si arriva a questo poi si va a gonfie vele. Non bisogna fare proclami, tanto meno i ruffiani".

I ricordi di Zanetti sul Venezia 

Immancabile poi la domanda sul suo passato al Venezia dal 2020 al 2022 e Zanetti ha spiegato bene come è cambiato da allora: "Le migliori esperienze sono sempre quelle negative. Ho sempre avuto la capacità di rialzarmi ed essere più forte di prima. Sono un buon incassatore e avendo smesso molto presto ho allenato già da 10 anni. Ho fatto un percorso, da Sudtirol passando per Venezia fino ad arrivare a Verona. Un percorso fatto di alti e bassi. Sono molto più lucido, mantenendo però il mio stile che di solito è abbastanza strong. Non sono un gestore ma un animale da campo. Sono cambiato nella gestione dei momenti negativi e nel rapporto con i giocatori, che qualche volta faticano a sposare la mia mentalità. In passato ero molto più estremista, ma ora ho capito che il rapporto uno a uno è tutta un'altra cosa. Ti fanno scoprire meglio i giocatori. Questo porta via energia, ma so che funziona. Ho sposato questa idea in pieno".  

E su che avversario troverà di fonrte la sua Udinese, Zanetti è chiaro: "Tornare a Venezia è speciale. Si è creato un legame che va oltre. Nemici mai, ma avversari sì. Oggi la maglia dell'Udinese ce l'ho tatuata nella pelle e non esiste nient'altro. Loro sono una squadra tipo la nostra. Hanno potenziale e hanno fatto investimenti importanti, hanno raccolto meno di quello che meritavano. Hanno un percorso simile al nostro, sarà una gara difficile in uno stadio piccolino ma caldo. Dovremo essere pronti dal punto di vista agonistico a stare dentro a questa partita. Perché ho visto che c'è stata un po' di difficoltà sotto questo punto di vista". 

Il recupero di Solet e il suo utilizzo contro il Venezia

Un tema centrale importante trattato da Paolo Zanetti durante la conferenza riguarda anche su quali giocatori potrà recuperare per la gara contro il Venezia e il focus è stato messo sul rientro di un giocatore fondamentale come Oumar Solet e il tecnico dell'Udinese ha spiegato quanto sia importante, spiegando come valuterà insieme a lui il minutaggio che gli darà: 

"Solet lo recuperiamo, c'è da valutare bene quanti minuti abbia. È un ragazzo gigantesco, ha questa mole che va tutelata. Il giocatore è fortissimo e stiamo valutando con lui come utilizzarlo. Ci sono due o tre situazioni che ci portiamo fino all'ultimo per capire se saranno o meno della partita. Sto vivendo una situazione particolare, ma cercheremo di fare sempre il bene dei giocatori. Non sforziamo il rientro di nessuno. Poi c'è la sosta, dove però perderò 16 giocatori in nazionale. Lavorerò sui ragazzi che rimarranno".

Paolo Zanetti ha le idee ben chiare in testa: prima di tutto far tornare l'Udinese quella che ha abituato ad essere negli anni e ridare fiducia a una squadra spenta in questo avvio di Campionato. Compito non facile, ma con Solet e tutti gli altri calciatori i bianconeri proveranno la scalata partendo dal Penzo di Venezia.

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Sezione: Focus / Data: Gio 05 novembre 2026 alle 11:37
Patrick Pignolo
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