Contro Tortona sono arrivate risposte convincenti dalla difesa e dall’attacco, con Calzavara e Sisko protagonisti e i segnali incoraggianti di Bendzius e Battle. Ora serve continuità, senza dimenticare che il percorso di crescita è appena cominciato.

La risposta che serviva. Dopo tre sconfitte consecutive, l’APU Old Wild West Udine ritrova il successo e lo fa nella maniera migliore, superando nettamente una Bertram Derthona Tortona che, al di là delle difficoltà attraversate in questo periodo, rimane una formazione ricca di talento e qualità individuali. Una vittoria che restituisce entusiasmo al PalaCarnera Credifriuli, ma soprattutto offre indicazioni importanti sul percorso intrapreso dalla squadra di Adriano Vertemati.

Perché, al di là dei due punti conquistati, ciò che maggiormente convince è il modo in cui sono arrivati. Udine ha ritrovato quella solidità difensiva che rappresenta uno dei principi fondamentali del basket del suo allenatore. Aggressività, attenzione, disponibilità al sacrificio e capacità di aiutarsi: ingredienti che nelle ultime uscite erano mancati a tratti e che contro Tortona sono tornati a fare la differenza. A questi si è aggiunta una maggiore precisione offensiva, soprattutto nei momenti decisivi, quando i bianconeri hanno trovato le conclusioni giuste per spegnere definitivamente le speranze di rimonta degli ospiti.

Non è stata una partita priva di difficoltà. Nel terzo quarto Tortona ha mostrato tutto il proprio potenziale, ribaltando momentaneamente l’inerzia dell’incontro e mettendo alla prova la tenuta mentale dei padroni di casa. La differenza, rispetto ad altre occasioni, è stata proprio nella reazione. L’APU non si è disunita, ha continuato a difendere con intensità e ha ritrovato fiducia attraverso il gioco collettivo. Un segnale di maturità che vale quasi quanto la vittoria stessa.

Tre vittorie, un bottino da non sottovalutare

Il successo contro Tortona è il terzo di questo inizio di stagione. Un risultato che merita di essere valutato tenendo conto del contesto nel quale la squadra si trova a lavorare.

L’APU è uscita dall’estate con un organico profondamente rinnovato, nuovi equilibri da costruire e giocatori chiamati a conoscersi, comprendere le rispettive caratteristiche e assimilare i meccanismi richiesti dallo staff tecnico. Pensare che tutto potesse funzionare immediatamente sarebbe stato poco realistico. Nel basket, forse più che in altri sport, il tempo rappresenta un fattore determinante. Servono allenamenti, partite, errori e anche sconfitte per sviluppare automatismi, fiducia reciproca e una precisa identità collettiva. Le tre battute d’arresto consecutive avevano inevitabilmente sollevato qualche interrogativo, ma non potevano cancellare quanto di buono mostrato nelle prime settimane.

Ecco perché le tre vittorie già conquistate rappresentano un patrimonio importante. Non soltanto per la classifica, ma per la serenità con cui Vertemati e i suoi giocatori possono continuare a lavorare. La sensazione è che questa squadra abbia ancora margini di miglioramento significativi e che il suo potenziale debba essere espresso pienamente.

Calzavara e Sisko le certezze. Bendzius e Battle i segnali attesi

Tra le note più positive della serata spicca senza dubbio la prestazione di Andrea Calzavara. Il giovane capitano ha giocato una partita di grande personalità, chiudendo con 18 punti e dimostrando ancora una volta di poter essere un riferimento importante per questa squadra. La sua capacità di attaccare il canestro, leggere le situazioni e assumersi responsabilità nei momenti delicati rappresenta un valore aggiunto per l’APU.

Accanto a lui, eccellente anche la prova di Sisko. Il playmaker ha dato ordine e qualità alla manovra, alternando assist e iniziative personali con grande intelligenza. La sua crescita nella gestione dei ritmi offensivi è uno degli aspetti più incoraggianti di questo avvio di campionato.

Poi ci sono i segnali arrivati da Bendzius e Battle. Il lituano, dopo alcune prestazioni al di sotto delle aspettative, ha ritrovato fiducia e precisione dalla lunga distanza, diventando decisivo nell’ultimo quarto. Un giocatore della sua esperienza e delle sue qualità può rappresentare una risorsa fondamentale, soprattutto quando la partita richiede lucidità e capacità di realizzare canestri pesanti. Discorso simile per Battle, tornato a mostrare quella pericolosità offensiva che lo rende un elemento particolarmente difficile da contenere. Le sue accelerazioni e le triple realizzate nel finale hanno contribuito a indirizzare definitivamente la sfida. Ritrovare continuità da parte sua sarà essenziale per aumentare le soluzioni a disposizione di Vertemati.

Rimane invece aperta la questione Denzel Valentine. L’ex NBA sta attraversando un periodo complicato, nel quale fatica a trovare ritmo e precisione al tiro. Anche contro Tortona il suo contributo è stato limitato e la scelta di Vertemati di lasciarlo in panchina nell’ultimo quarto ha inevitabilmente attirato l’attenzione. Sarebbe però un errore trasformare le difficoltà attuali in un giudizio definitivo sul giocatore. Valentine possiede qualità tecniche, visione di gioco ed esperienza che non possono essere messe in discussione dopo poche settimane di campionato. È evidente che qualcosa, in questo momento, non stia funzionando come dovrebbe, ma proprio per questo diventa fondamentale accompagnarlo nel percorso di recupero della migliore condizione e della necessaria fiducia. Una squadra che vuole crescere ha bisogno di tutti i suoi interpreti, soprattutto di quelli che possono garantire talento e personalità nei momenti più complessi. Recuperare il miglior Valentine significherebbe aggiungere un’altra arma importante a un gruppo che sta ancora cercando la propria dimensione.

La strada è quella giusta

La squadra di Vertemati è un cantiere ancora aperto, ma le fondamenta iniziano a essere riconoscibili. Quando Udine difende con questa intensità, condivide il pallone e riesce a coinvolgere più protagonisti, diventa una formazione capace di mettere in difficoltà qualunque avversario.

Adesso la sfida sarà trasformare una grande prestazione in un’abitudine, trovando continuità e riducendo quei passaggi a vuoto che possono costare cari in un campionato competitivo come la Serie A. Intanto, però, tre vittorie rappresentano un ottimo punto di partenza per una squadra ricostruita soltanto pochi mesi fa. E soprattutto c’è una consapevolezza che la serata del Carnera ha restituito: questa APU ha carattere, qualità e risorse per continuare a crescere. Il percorso è ancora lungo, ma la direzione sembra essere quella giusta. E il tempo, per una volta, può diventare un prezioso alleato.

Sezione: Focus / Data: Lun 02 novembre 2026 alle 09:17
Stefano Pontoni / Twitter: @PontoniStefano
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Stefano Pontoni
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Friulano, giornalista e direttore di Tuttoudinese.it. Vive lo sport tra stadio, trasferte e tastiera, raccontando ogni giorno il mondo bianconero tra cronaca, approfondimenti e passione. Sempre alla ricerca della notizia, senza mai perdere il legame con la gente e il territorio.