L'aria del Friuli fa bene all'Udinese che raccoglie la seconda vittoria in altrettante partite. Stavolta però la vittoria vale tantissimo, sia perchè è arrivata con il Napoli - una delle grandi rivali bianconere - ma soprattutto per il grande impegno e grinta che gli uomini di Stramaccioni hanno fatto intravede nel corso dei novanta minuti. Per i partenopei è una crisi nerissima, la mancanza di continuità e le scelte dubbie di Benitez hanno ormai fatto stufare la piazza azzurra che chiede a gran voce le dimissioni del tecnico spagnolo e del diesse Bigon, a cui si danno le colpe per la deludente campagna acquisti.

Passando alla partita, la prima mezz'ora è caratterizzata da una lunga fase di studio delle due squadre che cercano di trovare spazio nei pochi varchi lasciate da entrambe le difese. Le caratteristiche dei centrocampisti delle due compagini non aiutano: Guilherme, Allan e Badu da una parte, Gargano e David Lopez dall'altra sono infatti centrocampisti di rottura, che faticano molto a creare gioco. L'unico centrocampista con indubbie qualità tecniche presente in campo è forse Bruno Fernandes, impegnato però quasi esclusivamente in fase difensiva. La prima occasionissima arriva al minuto trentacinque: è Gargano a provarci dalla distanza, ma il bolide dell'uruguaiano finisce sul palo; Karnezis non sarebbe mai potuto arrivarci. Quello dell'ex Parma sarà uno dei pochi tiri in porta del Napoli, sempre bloccato dalle attente chiusure di Heurtaux e soprattutto Danilo, ma anche i due esterni difensivi dell'Udinese - Piris e Widmer - non sembrano soffrire più di tanto, agevolati anche dalla giornata no dei trequartisti ospiti: Insigne risulta poco lucido, Zuniga si trova in un ruolo insolito per lui mentre Michu è lento e macchinoso. 

La ripresa sembra essere il copione del primo tempo: possesso palla affidata al Napoli con l'Udinese rinchiusa tutta nella sua metà campo. Situazione tattica che di certo non accontenta Totò Di Natale, voglioso di far bene contro la squadra della sua città ma servito quasi sempre male dai suoi compagni. Il tecnico degli azzurri Rafa Benitez decide dunque di far entrare Josè Callejon, in modo da aumentare il potenziale offensiva della squadra. L'ex Real va ad un passo dalla rete pochi istanti dopo il suo ingresso: tiro di Higuain respinto di Karnezis e riflesso miracoloso del portiere greco sulla ribattuta del numero sette. Forse è proprio quest'azione a scuotere l'Udinese almeno in fase offensiva, che passa in vantaggio dopo cinque minuti su calcio piazzato. Dal piede di Totò Di Natale parte una parabola su cui Koulibaly spizzica male, Danilo da solo in area di rigore non può sbagliare e al Friuli è l'apoteosi. Napoli sotto shock, il vantaggio dell'Udinese è inaspettato ma anche meritato per lo spirito di sacrificio visto in campo. Scampoli di partita anche per Luis Muriel, ma il risultato non cambia: lo stadio può festeggiare una vittoria sofferta, arrivata con un gioco magari poco piacevole per i tifosi che però si accontentano alla grande di risultato, spirito di squadra e attaccamento alla maglia. I ragazzi ora possono respirare, ma la 'pausa' durerà poco: già mercoledì ci sarà l'ennesimo test impegnativo, stavolta con la Lazio reduce dalla sconfitta in quel di Genova dove sarà importante confermate le tante cose positive viste nella partita di ieri. 

Sezione: Editoriale / Data: Lun 22 settembre 2014 alle 15:00
Autore: Salvatore Ergoli
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