Oh Udinese, alzati e cammina. Sembra un'esortazione biblica, ma è soltanto un pensiero sportivo. La bianconera è ormai da troppi anni abbandonata al puro business. Quando tanti anni fa scrivevo di Giampaolo Pozzo chiamandolo Paron, tessendo le sue lodi, era perché il business può convivere con i risultati. Prendete i bacini d’utenza, i diritti televisivi e gli sponsor e paragonate l’Udinese del Paron al Napoli di De Laurentis. Chi era il migliore? L'unica pecca fu di non arrivare mai alle finali di Coppa Italia e giocarsela in una partita secca, quella sì... vicini così, ma mai sul podio.

Alzati e cammina sembra che lo diciamo noi, fin troppo spesso, alle squadre che ci affrontano, ormai da anni. L’ultimo Lazzaro che abbiamo fatto risorgere è Zapata, ex che qua non ha lasciato una traccia indelebile, per il quale ci avevano chiesto 20 milioni e che è approdato prima a Genova poi a Bergamo. In 14 partite aveva segnato due gol. Qualche assist certo, ma una prima punta deve segnare. Gli abbiamo regalato tre gol: forse si meritava solo il primo per il bel movimento ad aggirare Nuytinck.

Alzati e cammina Behrami, o’ capitano. Ho fatto due conti. Con lo svizzero in campo abbiamo ottenuto 12 punti in 10 partite e subito 11 gol: una media da squadra di metà classifica. Senza di lui 1 punto solo in 5 partite e 10 gol subiti (una media di due gol a partita), serie B sicura. E non solo contro squadre forti: Parma, Lazio, Milan, Empoli ed Atalanta. Mandragora non è un recuperatore di palloni, ma una mezzala. Con una buona capacità tattica di tenere la posizione, certo, ma non è un mediano né tanto meno un regista. Fofana non ha intelligenza tattica. E’ un generoso che non sa dirigere il gioco. Se si rompe il vecchietto l'Udinese non ha nessuno che sappia orchestrare il centrocampo. Inutile parlare di baricentro alto o basso se poi la mediana è un gruviera, se rincula per paura o si butta in avanti senza ritegno lasciando spazi come ad Empoli.

Alzati e cammina attacco bianconero. Non perché sia il peggiore di serie A, ma poco ci manca. Mai come quest’anno la differenza in classifica la fa il settore avanzato. Le uniche squadre che hanno segnato meno di noi ci sono dietro. Ma a dir la verità, per tiri nello specchio della porta saremmo 12esimi e 13esimi per assist, eppure... paghiamo qualche errore di troppo di Lasagna, colpevolmente messo a fare a sportellate quando una prima punta non è, a correre troppo quando invece deve correre poco ed in maniera esplosiva come sa. Rimane il fatto che dobbiamo concretizzare di più e prendere meno gol. Se consideriamo che il 70% circa dei gol deriva da De Paul, allora tutto dipende da quei due. Dallo svizzero ormai troppo vecchio per reggere tutto un campionato senza cambio e da un argentino che fino all’ultimo di mercato estivo doveva andare alla Fiorentina. Il prossimo anno partirà di sicuro, ma per allora Pussetto sarà pronto a prendere il suo posto.

Alzati e cammina, squadra bianconera, che sei la penultima di serie A per chilometri corsi, e lo eri specialmente con Velazquez. Tanti passaggi e De Paul e Lasagna che correvano più dei portatori d’acqua. Pare che Nicola debba di nuovo fare carichi di lavoro pesanti per rimettere in sesto una squadra che non ha gamba, e lo abbiamo visto molte volte, specie nei minuti finali. Non abbiamo perso solo quattro mesi, ma molto di più.

Alzati e cammina Nicola, un bravo tecnico che ha bisogno di tempo per portare avanti il suo calcio. Più vicino a Guidolin che a Sarri. Non è certo la sconfitta contro l’Atalanta che ne sancisce il fallimento. Dicono che faccia allenamenti senza palla. Finalmente! serve qualcuno che sappia insegnare ai giocatori come stare in campo, i movimenti da fare, le coperture di campo da praticare. Così come i tecnici di una volta, si parte dalla fase difensiva e poi si passa a quella offensiva. Ma solitamente lo si fa d'estate... ora i tempi si stringono. Meglio fare doppie sedute giornaliere che perdere tempo.

Ma specialmente, alzati e cammina SPA. Perché se a gennaio non compri, e non compri italiani pronti e buoni per il nostro campionato, una prima punta e un incontrista almeno, rischi più degli altri anni di retrocedere. Vogliamo davvero giocarci la permanenza in serie A contro un Bologna di proprietà di un ricco capitalista canadese con pecunia che gli esce dal portafogli? L’incompetenza con la quale è stata costruita (male) la squadra in estate, dopo anni di errori ormai evidenti anche ai sassi, è come un volano. Più sbagli e più l’ambiente, la squadra, si deprime.

Alzati e cammina, stadio Friuli, che da quando sei diventato Dacia Arena hai il record di sconfitte interne. Anche se vincessimo le prossime due casalinghe, ammesso ed assolutamente non concesso, saremmo comunque in deficit di una partita sulle sconfitte già ottenute. Non credo sia colpa dello sponsor, ma di una squadra e di una società che non hanno la testa in Friuli sì.

 

 

Sezione: Editoriale / Data: Mer 12 dicembre 2018 alle 06:40
Autore: Giacomo Treppo
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